«Spazi inadeguati nell’ufficio politiche sociali»

7 Novembre 2021

Borromeo (Papi Gump): tutti ascoltano, non c’è privacy. Della Gatta: rivediamo il servizio

VASTO. «Spazi inadeguati per garantire la privacy». L’associazione Papi Gump interviene su un problema molto sentito dagli utenti che frequentano l’ufficio politiche sociali del Comune al secondo piano del municipio di piazza Barbacani.
«È arrivato il momento che si crei un ambiente che assicuri all’utente la privacy dovuta», sostiene Antonio Borromeo, presidente del sodalizio, «invece succede che all’interno degli uffici vi siano più persone, addette e non, che ascoltano il malcapitato o la malcapitata. E non è tutto: basta andare negli uffici del Comune per rendersi conto che gli utenti sono costretti a restare nel corridoio ad esporre i loro problemi in presenza di altri malcapitati. Per di più, seppure l'utente riesce a farsi ricevere all'interno dell'ufficio, comunque gli addetti hanno la pessima abitudine di lasciare la porta aperta, e così facendo comunque tutti quelli che sono nel corridoio ascoltano quello che viene detto all'interno dell'ufficio che, ripeto, è un ufficio dove le famiglie vanno ad esporre problemi molto delicati. E intanto nei prossimi mesi ci sarà l'erogazione dei buoni spesa», prosegue Borromeo, «e si spera che non si ripeta ciò che è accaduto lo scorso Natale, quando centinaia di famiglie furono costrette a mettersi in fila come degli esodati lungo la strada per ritirare la famosa card, di cui però gli addetti dei servizi sociali dimenticarono di comunicare la password».
Il problema degli spazi che non garantiscono la privacy sollevato dall’associazione Papi Gump è già nell’agenda del neo assessore al welfare, Nicola Della Gatta, che ha ereditato una situazione di estrema frammentarietà dei servizi sociali, alcuni dei quali divisi in più sedi. È il caso del segretariato sociale dislocato tra il Comune e la sede di via Nicola Bosco. Intervistato dal Centro nei giorni scorsi, Della Gatta ha manifestato la sua intenzione di rimettere mano alla organizzazione dei servizi sociali, con una diversa configurazione degli spazi. Tra le priorità c'è anche il problema della sicurezza per gli operatori e gli utenti. (a.b.)
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