Speranza: «Sinistra unita alle regionali»

Lanciano. Il leader di Articolo 1 e il prossimo voto: l’ex vicepresidente del Csm Legnini è l’uomo giusto
LANCIANO. Un’aggregazione di sinistra, popolare e larga «per evitare che l’Abruzzo finisca nelle mani di Salvini e Grillo». Il coordinatore nazionale Roberto Speranza lancia da Lanciano il progetto di Articolo 1-Movimento democratico e progressista, in vista delle elezioni regionali fissate per il prossimo 10 febbraio. «La coppia inedita Salvini e Grillo sta portando il Paese a sbattere», dice l’ex capogruppo Pd alla Camera, ieri in Abruzzo per l’assemblea regionale di Art.1-Mpd, «vogliamo ricostruire una forza popolare di sinistra che anche in questo territorio possa offrire un’alternativa alla destra che avanza di Matteo Salvini e al Movimento 5 Stelle, il quale ha deluso le aspettative e ha negato le promesse fatte in campagna elettorale. Crediamo che dai territori possa arrivare un primo segnale in controtendenza, per ricreare una sinistra vera e popolare. E qui in Abruzzo ci sono le condizioni».
Un progetto politico da costruire attorno al nome di Giovanni Legnini come candidato presidente della Regione. «È il nome giusto per far ripartire l’Abruzzo», afferma convinto Roberto Speranza. «I contatti con le altre forze di centrosinistra ci sono stati, dobbiamo rivederci per condividere un programma», fa sapere il coordinatore regionale di Art.1-Mdp, Tommaso Di Febo, «si è in attesa che Legnini sciolga le riserve. Con la sua candidatura forte e autorevole il centrosinistra può giocare un certo tipo di partita. Se non sarà lui il candidato presidente, invece, bisognerà discutere anche del metodo con cui sceglierlo».
«Alle elezioni regionali c’è necessità di cambiare passo», aggiunge il coordinatore provinciale Antonio Canzano, «in discontinuità con alcune scelte dell’attuale governo regionale e rimettendo al centro valori come lavoro, ambiente, sanità pubblica, politiche ambientali e politiche sociali». «Serve una nuova proposta progressista», conclude Speranza, «le votazioni del 4 marzo hanno dato un giudizio, negativo, su una stagione politica, hanno bocciato riforme come la “buona scuola” e il Jobs Act. Ma nel Pd alcuni nodi non vengono ancora affrontati. A questo Paese, dove nel 2018 si muore ancora di maltempo, servono un grande piano verde e investimenti sull’efficienza energetica e sulla messa in sicurezza del territorio. E invece accade che tornano i condoni. Tocca a noi mettere in campo un’alternativa seria e credibile a chi oggi governa l’Italia». (cr.la.)

