Speronò e inseguì un’auto «È violenza privata»

31 Dicembre 2018

Trentanovenne di Manoppello finisce in tribunale per una diatriba in automobile «Si è immesso sull’Asse senza dare precedenza e mi ha stretto contro il guardrail» 

CHIETI. Non solo discussioni in famiglia o tra vicini: sta crescendo anche il numero delle liti stradali che finiscono nelle aule penali del tribunale di Chieti. Calci e pugni per una precedenza non data, aggressioni per un colpo di troppo al clacson, risse per un parcheggio conteso: sempre più spesso, basta poco per far scattare la scintilla. Come nel caso, arrivato ora davanti al giudice monocratico, di un uomo di 39 anni residente a Manoppello, W.C. le sue iniziali: è accusato di violenza privata dopo aver inseguito e speronato sull’asse attrezzato un automobilista romeno colpevole, a suo dire, di averlo sorpassato a destra.
L’episodio, sul quale ha indagato la polizia, risale a due anni fa. È il pomeriggio di una domenica di fine maggio, siamo sul raccordo autostradale Chieti-Pescara, direzione capoluogo adriatico. Verso le 16.45, all’altezza di San Giovanni Teatino, si scontrano più volte lateralmente due auto: una Citroen C4, guidata da W.C. e con a bordo la moglie e i due figli, e un’Opel Astra, condotta da I.P., un automobilista romeno in compagnia dell’intera famiglia. A questo punto le versioni sono discordanti. «Tutto è nato da un sorpasso a destra del conducente dell’Opel», mette a verbale W.C. «A causa dello spazio ridotto, mi ha urtato lateralmente». Il romeno, invece, sostiene l’esatto contrario: «Immettendosi sull’asse attrezzato, quell’automobilista non mi ha dato la precedenza. Poi mi ha affiancato più volte facendomi sbattere contro il guardrail di destra e di sinistra». Quando arrivano i poliziotti della Stradale di Lanciano e della squadra volante di Chieti, le due auto sono ferme in una piazzola di sosta. I.P. muove nuove accuse nei confronti del 39enne: «Non solo mi ha buttato fuori strada, ma mi ha anche preso a pugni». La Procura, alla luce degli accertamenti degli agenti, ritiene credibile il racconto del romeno e manda sotto processo l’automobilista di Manoppello. «Tamponando due volte I.P.», si legge sul capo d’imputazione, «prima ne rallentava la marcia e poi lo superava frapponendosi in modo da impedirgli di proseguire costringendolo a fermarsi». Da qui l’accusa di violenza privata. Si tratta di un reato procedibile d’ufficio: significa che il processo andrà avanti anche se l’automobilista romeno dovesse decidere di ritirare la querela.
Secondo i dati nazionali, l’aggressività sulle strade è sempre maggiore. In Italia, solo nell’ultimo anno, sono state registrate 179 aggressioni gravi per motivi di viabilità a seguito delle quali sono morte 5 persone e 216 sono rimaste ferite, di cui 40 rischiando la vita.
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