Sperona l’auto della polizia e fugge: arrestato

Giovane accerchiato in un controllo antidroga ferisce un agente. È in libertà perché incensurato
MOZZAGROGNA. Gli agenti in borghese lo accerchiano con le auto civetta, lui sperona un mezzo e ferisce un poliziotto prima di darsi alla fuga. Un 29enne di Mozzagrogna, N.R., è stato arrestato in flagranza di reato dalla polizia di Lanciano mercoledì pomeriggio dopo un inseguimento durato diversi chilometri. Posto agli arresti domiciliari, il giovane ieri mattina è comparso in tribunale, a Lanciano, per l'udienza di convalida, al termine della quale è stato rimesso in libertà.
Il tutto ha inizio nel pomeriggio del 1° febbraio. Durante un'operazione di contrasto al traffico di stupefacenti, poliziotti in borghese individuano l'auto del 29enne e la seguono. All'ingresso di Mozzagrogna, con due auto civetta accerchiano la macchina del sospettato per fermare e controllare il conducente. A quel punto N.R. si barrica dentro, inserisce la prima e sperona la Renault Clio della polizia, trascinandola in avanti. Poi fa retromarcia e urta uno dei poliziotti, ferendolo, per poi fuggire. Con una macchina fuori uso, poiché danneggiata dall'urto, gli agenti inseguono il 29enne con l'altra auto.
La fuga dura alcuni chilometri, fin sotto in Val di Sangro, dove infine gli agenti, coordinati dal commissario Mario Di Giuseppe, bloccano e arrestano il giovane. Deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, danneggiamento e detenzione di sostanza stupefacente.
In realtà la polizia trova solo pochi grammi di hashish durante la perquisizione dell'auto e dell'abitazione dell'indagato. Su disposizione del procuratore Mirvana Di Serio, N.R., incensurato, viene posto agli arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida. In aula il giovane, assistito dall'avvocato d'ufficio Silvana Priori, spiega i motivi del suo comportamento. «Un mese fa è stato vittima di un'aggressione da parte di tre sconosciuti, episodio denunciato ai carabinieri», spiega il legale, «così vedendosi accerchiato, ha avuto paura e si è dato alla fuga. Del resto si trattava di auto civetta e poliziotti in borghese. Quando, durante l'inseguimento, hanno mostrato la paletta, si è fermato ed è stato collaborativo, scusandosi per quanto accaduto».
Sia il danneggiamento dell'auto di servizio che il ferimento di un ispettore di polizia, D.M., che ha avuto 7 giorni di prognosi, sarebbero stati accidentali. Il pm d'aula Gina Petaccia ha chiesto per N.R. l'obbligo di firma e il processo per direttissima. Il giudice Maria Teresa Pesca ha convalidato l'arresto ma non ha disposto alcuna misura cautelare, considerata l'incensuratezza dell'indagato che, quindi, è tornato in libertà. L'udienza, concesso il termine a difesa, è stata rinviata al prossimo 4 luglio.
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