Spina: il passaggio alla Zes unica ha fatto perdere un anno al porto

13 Ottobre 2024

Il segretario provinciale della Cgil e i ritardi nelle opere di ampliamento previste nello scalo marittimo «Per le aziende della Val di Sangro, di Vasto-San Salvo e Termoli è un hub importante per la logistica»

VASTO. «Per le aziende della Val di Sangro, come per quelle di Vasto, San Salvo e Termoli, il porto di Vasto quale hub per la logistica e il trasporto delle merci è una vera opportunità». A sostenerlo è Franco Spina, segretario generale della Cgil Chieti. Non solo gli imprenditori, ma anche i sindacati sono preoccupati per quello che accade a Punta Penna. I lavori di ampliamento finanziati e appaltati non partono. «Peccato», rimarca Spina, «Vasto ha i fondali di 13 metri ma manca di attracchi adeguati e banchina adeguata».
Il segretario della Cgil è preoccupato e spiega perché. «Sulla situazione delle infrastrutture c'è molto da dire e la vicenda complicata dell'automotive e non solo, ha nella mancata realizzazione delle opere un punto debole. La competitività di un territorio passa anche attraverso la sua capacità di connettersi con il resto dei mercati. I vari piani presentati dalla Regione dal 2019: 45 milioni per il piano triennale delle opere pubbliche del sistema portuale abruzzese Ortona Pescara), la Zes 7 milioni e 650mila euro per Vasto per ampliare il molo e la banchina, passando per gli 8 milioni di Ortona sempre fondi Zes, per il retro porto, sono ancora poca roba e in alto mare. Nel frattempo abbiamo perso 5 anni e le imprese sostengono costi aggiuntivi. Il governo», sostiene il sindacalista, «ha fatto un grave errore nell'accentrare a Roma tutte le Zes e i progetti. Siamo rimasti fermi un anno solo per questo e adesso, molti progetti vanno rivisti. Così come la Regione ancora non scommette compiutamente sulla movimentazione delle merci via mare e quindi non è una priorità al momento. Le aziende sono più avanti della politica e ai pochi tavoli regionali ogni volta che poniamo il tema che le infrastrutture non sono solo quelle viarie e ferroviarie ma sempre di più quelle portuali per spostare grandi quantità di merci in tutto il mondo, non c'è ascolto. Eppure, per le aziende della Val di Sangro e per quelle del Vastese e di Termoli, avere il porto di Vasto quale punto focale per la logistica e il trasporto delle merci, sarebbe un trampolino. Basterebbe poco per creare una’opportunità. Ne abbiamo parlato il 1° maggio a San Salvo con l'assessore regionale Tiziana Magnacca, ma è ancora tutto fermo. Nel frattempo la crisi comincia a farsi sentire. L'indotto automotive è già in crisi, l'aumento della cassa integrazione lo dimostra, se non si accelera almeno per agevolare la capacità di spostamento delle merci sia delle materie prime che dei prodotti finali e avanzate proposte adeguate per agevolare il costo dell'energia, vivremo periodi complessi. In Polonia e Ungheria il costo del lavoro e dell'energia sono più bassi e le infrastrutture corrono (in Polonia ci sono 13 Zes oltre che sgravi e incentivi). Noi rischiamo grosso», conclude Spina, «occorre accelerare sul potenziamento del porto di Punta Penna e farlo in fretta».