Sport e disabilità, riparte il progetto per l’inclusione
ATESSA. Lo sport è un mezzo privilegiato per l’inclusione sociale ed è per i confortevoli risultati della scorsa edizione che è stata riproposta in questi giorni la seconda edizione di “Un...
ATESSA. Lo sport è un mezzo privilegiato per l’inclusione sociale ed è per i confortevoli risultati della scorsa edizione che è stata riproposta in questi giorni la seconda edizione di “Un ... diritto al cuore”, progetto formativo grazie al quale 16 bambini con disturbi inclusivi, degli istituti “Ciampoli-Spaventa” di Atessa e “D’Annunzio” di San Vito, proseguono il loro percorso di integrazione e inclusione sociale attraverso l’attività sportiva, avviato nel 2018. Tale successo ha spinto gli organizzatori, Fabio Tano e Gino Palone, a proseguire questa esperienza, sollecitati dai genitori e dagli insegnanti, che hanno constatato i progressi sia sulla coordinazione motoria e sulle abilità specifiche, ma anche per l’evidente crescita dell’autostima e della capacità di socializzare in bambini spesso esclusi ed emarginati dai giochi dei loro compagni. «È una grossa soddisfazione per noi», dicono i due organizzatori, «constatare che la nostra intuizione di usare lo sport come strumento di integrazione sociale per bambini con difficoltà inclusive ha colto nel segno e quindi continuiamo con rinnovato impegno il nostro progetto». Il progetto si svolge tramite lezioni collettive a scuola e individuali nei locali del Circolo tennis Atessa e si protrarrà per tutto l’anno scolastico.
Il progetto, ideato dal Rotary Campus Abruzzo e Molise e dal Circolo tennis Atessa, è finanziato dal Rotary Club e dal Rotaract Atessa Media val di Sangro, dagli Amici di Vallaspra e dal contributo determinante della Valagro.(li.ca.)

