Sporting club sequestrato La giunta difende i tecnici

29 Novembre 2022

VASTO. «Nella vicenda dello Sporting Club gli uffici comunali hanno fatto il loro dovere, non si può mettere in discussione il loro operato». È toccato all’assessore all’urbanistica Alessandro D’Elisa...

VASTO. «Nella vicenda dello Sporting Club gli uffici comunali hanno fatto il loro dovere, non si può mettere in discussione il loro operato». È toccato all’assessore all’urbanistica Alessandro D’Elisa spezzare una lancia a favore dei tecnici che si sono occupati delle pratiche edilizie (ben 12) relative alla riqualificazione del Parco Muro delle Lame finito nel mirino della Procura che nei giorni scorsi ha posto sotto sequestro il bar, la piscina e il ristorante.
La questione è approdata ieri nell’aula consiliare con le due mozioni (che sono state poi riunite dal presidente Marco Marchesani) presentate da Giuseppe Soria della Lega e dal gruppo di Fratelli d’Italia, formato da Guido Giangiacomo, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero. Mentre la prima chiamava in causa la responsabilità politica, la seconda poneva l’accento su una serie di aspetti tra cui il comportamento degli uffici che «avevano il compito di verificare il rispetto delle normative urbanistiche e pianificatorie, in un’area a delicatissimo equilibrio idrogeologico».
Il dibattito che si è sviluppato in aula - e che è culminato nel rigetto delle due mozioni - ha visto l’amministrazione e la maggioranza spendere più di una parola non solo per difendere l’operato degli uffici tecnici, ma anche dei gestori «che hanno riqualificato un’area degradata». «L’amministrazione pubblica ha fatto il suo dovere nel rispetto del ruolo e delle tempistiche», ha rimarcato l’assessore D’Elisa che ha anche ripercorso alcune tappe della vicenda, «ci sono state più diffide da parte degli uffici che hanno verificato tramite alcuni sopralluoghi alcune difformità come l’ampliamento della superficie di alcune opere realizzate. Tutti gli enti hanno rilasciato i loro pareri, l’Autorità di bacino, il Genio civile, la Soprintendenza. Non c’è stata superficialità da parte degli uffici, ma al contrario troppa attenzione», ha concluso D’Elisa. Il sindaco Francesco Menna ha contestato la mozione del gruppo di Fratelli d’Italia che ha proposto, tra le altre cose, di andare alla risoluzione del contratto, ricordando le condizioni di degrado del Parco Muro delle Lame, prima dell’affidamento dell’appalto. «Domani (oggi per chi legge, ndc) farò un ampio accesso agli atti», ha annunciato Giangiacomo al termine della discussione, «ricostruirò tramite le carte la sequenza temporale e chiederò la convocazione della Commissione di vigilanza per audire in quella sede i funzionari e per capire cosa hanno fatto. Al momento sospendo il giudizio per verificare sia l’aspetto urbanistico sia quello autorizzatorio».
Consiglio corposo quello che si è tenuto nell’aula consiliare con 14 punti all’ordine del giorno, molti dei quali proposti dalle minoranze che hanno presentato diverse mozioni, tra cui quella per l’occupazione di suolo pubblico in piazza Rodi, alla Marina, che l’amministrazione vuole destinare solo a tavoli e sedie, rimuovendo le giostrine presenti in quell’area.
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