Sposi con bimba di 4 anni sfrattati prima di Natale

21 Dicembre 2014

Un mese e mezzo fa disperati avevano occupato un alloggio Ater libero Ma il Comune dà finalmente la casa all’altra coppia che dormiva nell’auto

CHIETI. Natale amaro per due giovani coppie che da anni attendono una casa popolare. Un diritto negato nonostante la disponibilità di alloggi Ater sparsi su Colle e Scalo. Capita così che la disperazione prenda il sopravvento sul «buon senso» e trasformi ogni giorno in un macigno insopportabile da portare dentro al petto. Fatmir Asllani e Giuseppina Fusella, 27 anni lui e 23 lei, hanno cercato in tutti i modi di dare una casa alla loro bimba. Per 3 anni hanno vissuto in un appartamento affittato da un privato di 50 metri quadrati dove il tetto era pericolante. Dormivano tutti e tre nella stessa stanza con il soffitto della cucina puntellato. Hanno aspettato 4 lunghi anni la risposta dell’Ater e avrebbero continuato a farlo in attesa di un alloggio popolare che non è arrivato. Un mese e mezzo fa la decisione di non rischiare più la vita, di lasciare l’appartamento e, spinti dalla disperazione, di occuparne uno libero in via Pescara, al 162, di proprietà dell’Ater. Hanno pagato affitto e condominio, sistemato l’alloggio e allestito la stanza della piccola. La prima della sua vita con un lettino tutto suo e qualche giocattolo. Finalmente la vita di una famiglia «normale» che però venerdì mattina è stata bruscamente interrotta da uno sgombero forzato da parte dei vigili urbani. «Li ho pregati in lacrime di aiutarmi, di farmi avere una proroga per far passare un Natale tranquillo alla bimba. Non c’è stato nulla da fare» racconta disperato Asllani «ci hanno buttato fuori tutti e tre. Senza pietà». La compagna per il forte choc ha avuto un collasso e, attualmente, è ricoverata in ospedale. La piccola, alla quale non è stato risparmiato il violento trambusto dello sgombero forzato, è stata presa in custodia dalla nonna materna. Ora è triste perché i suoi regali sono rimasti incartati sotto quel bellissimo albero di Natale che ha dovuto abbandonare insieme alla sua stanzetta. «Speriamo che il giudice , lunedì, (domani per chi legge) si metta la mano sul cuore» aggiunge il papà «e ci faccia tornare in quella casa dove abbiamo tutti i nostri averi». Danilo Lattanzio e la sua compagna, che da mesi vivono in un’auto, domani andranno invece a vedere un secondo alloggio popolare, (il primo mostrato qualche giorno fa era inagibile), e se andrà bene, verrà subito firmato il contratto di assegnazione. Se tutto andrà in poto per entrambe le coppie il primo a gioirne sarà il consigliere del Pdl, Maurizio Costa, che ha avuto la sensibilità e la caparbietà di sostenere queste due famiglie nella loro battaglia per avere una casa.