Spostamento degli impianti Il sindaco: «Regione latitante»

18 Luglio 2017

TREGLIO. «Sono passati sei mesi e la Regione è ancora latitante. Che fine ha fatto la questione relativa all’Autorizzazione unica ambientale (Aua), richiesta da Sansifici Vecere srl di Treglio, per...

TREGLIO. «Sono passati sei mesi e la Regione è ancora latitante. Che fine ha fatto la questione relativa all’Autorizzazione unica ambientale (Aua), richiesta da Sansifici Vecere srl di Treglio, per proseguire l’attività per altri 15 anni e a cui il Comune si è opposto?». Lo chiede il sindaco Massimiliano Berghella (nella foto). «La conferenza dei servizi risale al gennaio scorso», ricorda, «il responsabile del procedimento amministrativo, il dirigente regionale Enzo Franco De Vincentiis, al termine dell’istruttoria e acquisiti tutti i pareri, non prese alcuna decisione, rinviando ad altri. Siamo arrivati in estate e sulla vicenda tutto tace». Alla conferenza dei servizi c’erano i Comuni di Treglio, sul cui territorio si trova il sansificio, Rocca San Giovanni, Lanciano e Frisa. Convocati, inoltre, Arta, Sasi, Asl e il Servizio di gestione e qualità delle acque della Regione. Il Comune di Treglio ha ribadito parere negativo a livello urbanistico perché ha valutato negativamente la Vinca (Valutazione di incidenza ambientale); no anche per l’inquinamento acustico, per il problema delle emissioni in aria e per i cattivi odori e per questioni igienico-sanitarie. No dalla Asl, poi, per un’industria “classificata come insalubre di primo grado” e che, per legge, dev’essere ubicata lontano dalle abitazioni. No da Rocca San Giovanni dato che il sansificio è situato a ridosso di un sito di interesse comunitario, il “Fosso delle farfalle”, area di valenza naturalistico-ambientale da tenere in considerazione. Sì, invece, da parte della Sasi, con numerose prescrizioni, e sì del Servizio di gestione delle acque. L’Arta, assente al tavolo, inviò parere scritto senza pronunciarsi né a favore né contro, e questo a causa di due diverse e difformi relazioni tecniche presentate in tempi diversi. L’Arta ha inoltre indicato problemi e limiti strutturali dell’impianto produttivo. No anche da Lanciano e Frisa. Contro anche il movimento Nuovo Senso Civico e la Stazione ornitologica abruzzese. «Questo il quadro», riprende Berghella, «amplio, dunque, e forte di valide motivazioni, il fronte del no. Per la normativa che regola la conferenza dei servizi, il giudizio definitivo viene espresso sulla base della prevalenza dei singoli pareri dei componenti del tavolo, essendo la maggior parte degli enti e delle competenze importanti. Considerati i pareri espressi, l’esito dell’istruttoria ci è apparso subito scontato. Ma finora la Regione non si è espressa. E questo è inquietante».