Spunta l’ipotesi primarie per il successore di Pupillo

15 Ottobre 2020

Nel Pd pronti Marongiu, Lanci Lanci e Merlino. Si muovono le liste civiche Madonna: «Incontri in maggioranza per trovare un candidato unitario»

LANCIANO. Primarie sì o primarie no? Alla vigilia della campagna elettorale, ancora tutta da scrivere, per cercare il candidato a sindaco dell'era post Pupillo, il Pd sembra annaspare ancora. Da un lato alcune frange spingono per arrivare alle primarie il prima possibile, dall'altro invece c'è chi auspicherebbe l'uscita di un candidato che metta tutti d'accordo senza passare per il parere dei cittadini. Oltre alle correnti interne, a rendere ancora più difficile la scelta c'è la minaccia incombente del Covid. Come si fa, con decreti sempre più restrittivi da rispettare, a chiedere ai cittadini di raggrupparsi per scegliere programmi e candidati?
La "lezione" di Chieti, con l'elezione storica del candidato di centro sinistra Diego Ferrara, ha dato poi più chiavi di lettura. Da quella più ovvia del “fare squadra” con partiti e coalizioni anche lontanissimi dal dna del Pd, un esempio per tutti, i Cinque stelle, fino al fatto che "tirare" troppo a lungo un candidato non è la scelta più lungimirante. Il nome di Ferrara, ad esempio, è stato fatto a luglio. Il resto è storia.
Ma un confronto, in ambito frentano, è necessario. La pensa così l'assessore Marusca Miscia, renziana della prima ora, ma rimasta fedele al Pd dopo la scissione di Renzi con Italia Viva, “per il bene della coalizione” con la quale è stata eletta e per restare coerente con gli elettori del 2016. «Le primarie sono un bellissimo momento di democrazia», interviene Miscia, «che abbiamo utilizzato nel 2011 e nel 2016 e che dobbiamo continuare ad avere. Bisogna ricominciare a parlare di programmi, raccontare ciò che si è fatto, fare il punto della situazione. Ma dobbiamo farlo il prima possibile, da parte mia sono disposta a dare una mano».
Per parlare di primarie tuttavia servirebbero dei candidati. Al 90% l'attuale presidente del consiglio comunale Leo Marongiu è un candidato a sindaco. Con lui potrebbero scendere in campo altri consiglieri comunali disposti a rimettersi in gioco, come Carmine Lanci Lanci, altro papabile. Se si dovesse pensare a una donna, così come accaduto per San Salvo e Sulmona, la consigliera Pd Elisabetta Merlino potrebbe risultare una risorsa. Al di là del partito circolano altri nomi. Come Dora Bendotti, assessore alle Politiche sociali e all'interno di una civica. Oppure Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico e conosciuto in tutto Abruzzo per le sue battaglie in difesa dell'ambiente. Giacinto Verna, vice sindaco e pluriassessore, altro candidato certo ed espressione del movimento civico Progetto Lanciano, ha però già avvisato, in tempi non sospetti, di non voler passare per le primarie, così come anche l'assessore Bendotti. «Stiamo facendo incontri e altri ne faremo la prossima settimana», spiega la segretaria cittadina del Pd, Rosetta Madonna, «stiamo valutando diversi aspetti e vogliamo parlare con tutti. Il Pd non vuole mettere alcuna bandierina: dobbiamo scegliere il candidato migliore e condiviso da tutto il centro sinistra per vincere».