Spuntano due cappellini di Benito Ma del pensionato nessuna traccia

GUARDIAGRELE. Alla fine di Benito hanno trovato soltanto due cappellini: quello forgiato con alcune nastrine di metallo e nascosto dietro uno dei mille rovi della zona e l’altro che il pensionato di...
GUARDIAGRELE. Alla fine di Benito hanno trovato soltanto due cappellini: quello forgiato con alcune nastrine di metallo e nascosto dietro uno dei mille rovi della zona e l’altro che il pensionato di Guardiagrele utilizzava per la copertura di uno spaventapasseri, nel campo in cui la famiglia Della Penna cura da generazioni alcuni ulivi. Per il resto, dell’82enne scomparso il 15 marzo di due anni fa, non c’è alcuna traccia. Eppure erano quelle che il gruppo Sos Metal puntava a scoprire con l’ausilio della strumentazione utile a ricerche del genere. «L’oggetto che più ci interessava di Benito era la stampella, facilmente rintracciabile dai metal detector perché era fatta in alluminio», spiega il presidente della Sos Metal, Luciano Diletti, in passato sovrintendente in della polizia - oggi in pensione - che ha coordinato le ricerche volute dalla figlia di Benito, Rosanna, chieste tramite un appello lanciato al programma televisivo “Chi l’ha visto?”.
E così domenica scorsa una ventina di volontari provenienti anche da fuori regione - ha partecipato l’History Hunters - ha perlustrato in lungo e in largo la zona intorno all’abitazione dei Della Penna, partendo dal punto in cui Benito è stato visto per l’ultima volta, intorno alle 17 del 15 marzo 2017, mentre era sul ciglio della strada. «Abbiamo lavorato duro per creare varchi tra i rovi», racconta Diletti, «ma di Benito niente. Forse bisognerebbe controllare bene nella zona della strada franata, ma lì devono intervenire i vigili del fuoco». «Voglio elogiare tutti i volontari per quanto hanno fatto», dice Rosanna, la figlia dello scomparso, «arivando qui anche da lontano». All’iniziativa ha partecipato il sindaco, Simone Dal Pozzo.
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