Sputa in faccia alla moglie: 38enne nei guai

1 Settembre 2024

Il pm chiede il rinvio a giudizio di un marito violento: i maltrattamenti anche davanti ai figli piccoli

CHIETI. È accusato di aver picchiato, insultato e umiliato la moglie davanti ai figli piccoli, arrivando a sputarle in faccia. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha chiesto il rinvio a giudizio di un marito violento di 38 anni, sotto inchiesta per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate dopo gli episodi avvenuti in un’abitazione di Chieti fino allo scorso febbraio. A occuparsi delle indagini sono stati i poliziotti della squadra mobile teatina e della volante. L’udienza preliminare, davanti al giudice Andrea Di Berardino, è in programma il prossimo 11 settembre, quando si saprà se l’imputato – difeso dall’avvocato Alessandro Mascitelli – dovrà sostenere o meno un processo.
L’uomo è finito nei guai perché, come ricostruisce il pubblico ministero, «in occasione di frequenti accessi d’ira dovuti a futili motivi», ha ingiuriato ripetutamente la coniuge passando sistematicamente alle vie di fatto. Più nello specifico, in base alla denuncia presentata dalla donna negli uffici della questura e ritenuta attendibile dalla procura, il trentottenne si è reso protagonista di più aggressioni fisiche, nel corso delle quali ha strattonato la moglie, l’ha spintonata, le ha stretto le mani attorno al collo e l’ha schiaffeggiata in pieno volto, fino a procurarle lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. In una circostanza, il marito è arrivato a sputarle in faccia.
È scattata anche l’aggravante «per aver commesso il fatto alla presenza dei figli minorenni».
La vittima ha confermato le accuse nel corso dell’incidente probatorio, vale a dire lo strumento processuale per cristallizzare le prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio.
I problemi della coppia, sempre secondo il racconto della vittima, sono cominciati durante il periodo della pandemia.
Il primo episodio di violenza è stato indicato dalla donna verso la fine del 2021. I motivi più banali erano sufficienti per scatenare i litigi, poi sfociati in aggressioni: dalla gestione dei figli al cibo da preparare, fino a questioni prettamente casalinghe.
La donna, assistita dall’avvocato Gaetana Livigni, potrà costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni. (g.let.)
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