Stadio, Di Primio non si fida di Pomponi

10 Novembre 2015

Fumata nera, tutto è rinviato a giovedì. Il sindaco chiede i progetti e il pagamento dei debiti pregressi con il Comune

CHIETI. La fumata è nera. Anzi è nerissima. La strada è sempre più in salita e adesso gli ostacoli da superare sono diventati almeno quattro. Quella per la gestione dello stadio Angelini è diventata una partita a scacchi. Dopo la tregua sancita venerdì scorso in conferenza stampa davanti ai tifosi, il patron Giorgio Pomponi e il sindaco Umberto Di Primio sono di nuovo distanti sull'accordo. Ieri mattina il primo cittadino ha riunito l'assessore allo sport Antonio Viola, quello alle finanze Valentina Luise e diversi funzionari degli uffici comunali per esaminare nel dettaglio le modalità dell'accordo con la società teatina per la gestione dello stadio. Il Comune ha fatto la prima mossa e avanzato le sue richieste. «Ci sono quattro punti ancora da chiarire», spiega Di Primio, «ovvero la qualificazione giuridica del rapporto che dovrà nascere tra la Chieti Calcio e il Comune in base al quale verranno poi modulati i termini della gestione e della concessione dell'impianto sportivo; la descrizione dettagliata e tecnicamente ineccepibile del crono-programma dei lavori che la società intende realizzare allo stadio; il rispetto dei regolamenti e delle leggi vigenti e il pagamento dei debiti pregressi della società a favore del Comune».

In sostanza, Pomponi dovrebbe pagare le tariffe per l'impianto che l'ex presidente Walter Bellia non ha versato al Comune dal febbraio 2009. Dai conteggi fatti, la cifra non dovrebbe essere esorbitante e dovrebbe essere di circa 50mila euro. Ma questo è solo uno dei quattro ostacoli da superare. L'altro, forse quello più importante, riguarda i lavori di riqualificazione dell'impianto che Pomponi intende realizzare. La società neroverde vuole fare interventi in curva Volpi (copertura del settore), nei distinti e negli spogliatoi. Di Primio, però, chiede una descrizione dettagliata di questi lavori e non un semplice... schizzo. «E' giusto che lo stadio venga affidato a un privato», aveva detto giorni fa il primo cittadino, «ma il Comune deve avere tutte le garanzie necessarie perché si tratta di un bene pubblico. Il progetto deve reggere finanziariamente: ci deve essere corresponsione tra l'investimento e la durata dell'affidamento». Ieri Pomponi non era presente alla riunione in Comune, ma è stato convocato per giovedì quando ci sarà un altro tavolo tecnico. «Solo dopo aver avuto chiarimenti su questi quattro punti», aggiunge il sindaco, «si potrà decidere con quali modalità assegnare la gestione e/o concessione e la durata cronologica dello stadio alla Chieti Calcio».

Il patron neroverde sperava che la riunione di ieri avesse un altro esito, ma attende quella di giovedì per chiarire i punti richiesti dal sindaco. «Adesso non so cosa dire», spiega Pomponi, «vediamo cosa mi diranno giovedì e poi decideremo cosa fare». L'imprenditore romano non aveva escluso che, in caso di mancato accordo per la gestione, avrebbe pagato normalmente l'affitto dell'impianto sportivo. Anche senza stadio, dunque, Pomponi rimarrà il patron del Chieti. «Lo sarò fino al centenario della società», aveva detto in conferenza stampa.

Tra Comune e Pomponi, si diceva, si sta giocando una partita a scacchi, anzi a poker in cui il primo cittadino vuole vedere bene le carte dell’altro prima di consegnargli la posta in palio. Il sindaco ha elencato al patron i quattro punti da chiarire. Adesso tocca all’'imprenditore romano fare la prossima mossa. Il sindaco lo aspetta al varco.