Stadio, gestione al Lanciano fino al 2022

La società di calcio fa un passo indietro, ma poi conferma la convenzione. Il sindaco: devono rispettare gli impegni presi
LANCIANO. Da un lato, c’è il caos Biondi, con la concessione “ballerina” dello stadio affidata al Lanciano 1920 e il manto erboso a pezzi; dall’altro, ci sono le piscine “Le Gemelle” che riprendono vita con una nuova società che le gestirà. Da un lato c’è il campo Di Meco, su cui si sta posizionando l’erba sintetica per 500mila euro, dall’altro c’è Re di Coppe che con il terreno qualche problema ce l’ha nonostante i 180mila euro spesi per rimettere in piedi l’impianto. Se il calcio giocato è in stand-by, le polemiche sugli impianti sportivi e le loro gestioni sono più vive che mai. Ad accendere il dibatto è lo stadio Biondi affidato in concessione al Lanciano 1920 fino al giugno 2022, ma che non versa in buone condizioni con il manto erboso sparito nella fascia centrale del campo, e con la società rossonera che deve chiarire cosa fare. Il 15 gennaio ha infatti inviato una comunicazione ufficiale al Comune dicendo di voler lasciare l’impianto entro il 28 febbraio 2021 poi, proprio ieri mattina, con un’altra pec ha fatto marcia indietro: si resta al Biondi. «Vogliamo fare chiarezza», dicono il sindaco Mario Pupillo e l'assessore allo Sport Davide Caporale, «capire che intenzioni ha la società rossonera visto che l’ultimo incontro è finito in malo modo, con il direttore che dopo aver alzato i toni è andato via e dopo la pec con cui dicevano di restituire le chiavi dello stadio. Proprio ora, invece, riceviamo la comunicazione di scuse e di voler continuare a gestire l’impianto. Da parte nostra non c’è alcuna a volontà di recedere dalla concessione, anche perché la manutenzione dello stadio è onerosa e metterebbe in difficoltà le casse comunali. Vogliamo però il rispetto degli accordi, anche perché sul Biondi abbiamo investito già tanto: oltre un milione per l’adeguamento per la serie B, 300mila euro per i distinti. Non può essere abbandonato». E ancora: «La società ci aveva rassicurato che entro il 15 dicembre avrebbe fatto i lavori, ma così non è stato. Capiamo la pandemia e i problemi economici, ma oggi siamo al 25 gennaio e il campo è senza manutenzione visto che la fascia centrale è a pezzi». Al Di Meco, invece, si sta sistemando l’erba sintetica. «Per metà marzo il campo sarà pronto», dice Pupillo, «e sarà un impianto gioiello, visto che ci sono anche 4 spogliatoi nuovi. Si potrà usare fino alla Promozione. La gestione inizialmente resterà al Comune. Può essere invece affidato il campo di Re di Coppe su cui abbiamo investito 180mila euro per rifare spogliatoi, impianto delle luci, campo». Il Memmo è solo prestato al calcio: «È lo stadio dell’atletica», chiude il sindaco, «e ha bisogno di lavori: servono 300mila euro per sistemare la pista».

