Stadio, per i lavori ci vuole il sì al bilancio

L’appalto per ampliare i distinti non prima di agosto con il conto preventivo del Comune approvato
LANCIANO. È legata all’approvazione del bilancio la gara d’appalto per i lavori di ampliamento del settore distinti dello stadio Biondi. «Dopo il via libera dalla giunta regionale ai 300mila euro necessari per collocare i 1.400 posti dei distinti tramite una struttura prefabbricata in acciaio, ci sono ancora alcuni passaggi burocratici da fare», spiega il sindaco Mario Pupillo, «a cominciare dall’approvazione del bilancio di previsione 2015 dove inserire i lavori e la somma a disposizione. Poi, approvato il bilancio, a fine luglio, con i soldi in cassa (la concessione dei fondi dalla Regione è immediata in questo caso, ndc), visto che il progetto di ampliamento è già pronto, possiamo indire l’appalto. Non so quante ditte risponderanno, ma avranno 30 giorni di tempo per farlo. Entro fine agosto le procedure dovrebbero chiudersi, salvo ricorsi e per metà settembre i lavori potranno partire. Abbiamo poi», prosegue il sindaco, «la proroga della B per fare gli interventi anche durante le partite e di ultimarli entro il 30 ottobre e siamo sicuri di riuscirci. Poi, viste le vicende giudiziarie che coinvolgono il Catania, ma anche altre squadre di B il campionato rischia di slittare, di non iniziare il 22 agosto e questo ci permetterebbe di accorciare i tempi dei lavori».
Che, in base al progetto comunale, dovrebbero durare 40-50 giorni perché si tratta di sistemare la struttura di acciaio, che è modulare, su basi di cemento armato. Una struttura che occuperà tutta la parte che si affaccia su viale Cappuccini, senza zone vuote, ma non si legherà alle curve per lasciare spazi di manovra alle ambulanze e alle uscite di sicurezza.
Fermo restando la volontà di ultimare i lavori entro il 30 ottobre, resta sempre l’imprevedibilità e la sfortuna da considerare. Non a caso, infatti, la Lega di serie B ha chiesto alla Virtus di indicare anche uno stadio alternativo in cui giocare nel remoto caso in cui i lavori non dovessero chiudersi nei tempi stabiliti. A conti fatti si dovrà andare fuori regione. L’“Adriatico Cornacchia” di Pescara non è concesso per motivi di sicurezza; a Teramo ci sono lavori da fare; altri stadi a norma non ci sono in regione; ad Ascoli lo stadio sarà interessato dai lavori quindi resta l’alternativa del San Nicola di Bari, che proprio tanta fortuna al Lanciano non è che porta. Ad ogni modo è un’opzione che scatterebbe a novembre.
Teresa Di Rocco
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