Stefania è morta per un difetto al cuore

L’autopsia esclude la dieta come causa, la malattia congenita non era diagnosticabile. Oggi l’ultimo abbraccio degli scout
CHIETI. E' stata una morte naturale. La dieta non c'entra. L'autopsia su Stefania Capodifoglia, 24 anni, cominciata alle 16 di ieri e andata avanti per tre ore, ha chiarito le cause della tragedia. La ragazza di Chieti è deceduta per una malformazione congenita del cuore, atrio e vetricoli troppo piccoli, che le ha causato una fibrillazione. Tecnicamente: una “displasia aritmogena ventricolare” che però non era possibile diagnosticare in tempo, con i normali metodi, come un elettrocardiogramma o un Rx, per salvare la vita a Stefania. Il suo cuore, in sintesi, è andato in sofferenza estrema e lei, senza accorgersene, è passata dal sonno alla morte, nella sua camera da letto al quinto piano di un palazzo di via 123° Fanteria, nel quartiere di Santa Maria. Sarebbe potuto accadere in un qualsiasi altro momento del giorno, dell’anno o della vita. E' accaduto di notte, tra martedì e mercoledì scorsi, ma, stando all'esito dell'autopsia, eseguita ieri pomeriggio al policlinico dal medico legale Cristian D'Ovidio, alla presenza di investigatori della squadra mobile, quella di Stefania è stata una tragedia inevitabile. L'inchiesta contro ignoti per omicidio colposo, senza alcun indagato, aperta dal pubblico ministero, Lucia Anna Campo, sarà quindi chiusa già nelle prossime ore. Non c'è più alcun mistero, ma solo tanta sfortuna per una ragazza che trasmetteva passione per la vita e gioia a chi le stava accanto. Resta il dolore del papà Alberto, della mamma Silvia, del fidanzato Gianluca Centofanti e di centinaia di amici che, oggi alle 16, nella parrocchia di Sant'Agostino, diranno addio a Stefania. Che per la procura è andata via per sempre per cause naturali. Ma morire a 24 anni non è mai naturale.
Il rito funebre verrà celebrato oggi alle 16 nella chiesa di Sant’Agostino da monsignor Michelangelo Tumini. E c'è da giurare che la chiesa non riuscirà a contenere la folla dei fedeli che arriveranno per l’ultimo saluto a Stefania. La ragazza, infatti, era molto cara a tutti i parrocchiani, essendo attiva nella vita della chiesa del quartiere Trivigliano, dove svolgeva diversi compiti, tra cui quello di catechista. La comunità religiosa, dunque, sarà sicuramente presente in massa. Come in massa saranno presenti gli scout del gruppo di cui la ragazza faceva parte e che ieri sera l’hanno voluta vestire. Stefania ricopriva l’incarico di aiuto capo cerchio del gruppo Chieti 2. I membri del gruppo scout, a partire dalle 21 di ieri, si sono anche riuniti nella chiesa di Sant’Agostino per parlare e pregare, nell’attesa di poterle dire oggi pomeriggio: ciao Stefania.

