Stellantis, domani nuova fermata I problemi sempre nella fornitura

7 Luglio 2024

Alla base dello stop ci sarebbe questa volta un contenzioso con la Sapa che produce materiale plastico L’ex Sevel rivede i prezzi degli approvvigionamenti e le ditte si oppongono con dei ricorsi in tribunale

ATESSA. Ci sarebbe un contenzioso alla base della mancanza di fornitura nello stabilimento Stellantis Europe Atessa, da parte di Sapa, azienda che produce materiale plastico da installare sui furgoni commerciali leggeri. Come già accaduto con Baomarc, fabbrica di produzione di componenti in acciaio facente parte di una multinazionale cinese, il gruppo Stellantis sta rivedendo la politica dei prezzi sui materiali della subfornitura e le aziende si oppongono anche con ricorso all'autorità giudiziaria proprio come successo nei mesi scorsi con Baomarc la cui causa è stata avviata nel tribunale di Torino. Anche in quel caso la fornitura veniva inviata a singhiozzo, con conseguenti disagi sulla produzione e stop improvvisi delle linee di montaggio. E la recente situazione ingaggiata con Sapa ha creato già numerosi turni sospesi, a partire dal terzo turno dello scorso 3 luglio, e a seguire di tutti e tre i turni del 4 e del 5 luglio a cui si aggiungono anche i tre turni (quindi l'intera giornata lavorativa) di domani. Esclusi dalla chiusura collettiva i reparti Ckd e Convertion Center.
Le cose non vanno bene nemmeno sul fronte della domanda di veicoli commerciali leggeri, in forte flessione sia per i cabinati che per i furgoni. Nei giorni scorsi Stellantis aveva annunciato il ricorso, precauzionale e in modo preventivo, a un’ulteriore settimana di cassa integrazione ordinaria, che si aggiunge alle altre già richieste a partire dal 10 giugno scorso. La nuova settimana di Cigo è stata fissata dal 29 luglio al 4 agosto, alla vigilia delle ferie estive, ed è stata richiesta per il numero massimo del totale dipendenti dello stabilimento di Atessa. «I lavoratori sono molto preoccupati», interviene Alfredo Fegatelli, segretario Fiom Abruzzo e Molise, «soprattutto per quanto riguarda l'indotto. Dall'avvento di Stellantis sono cambiate le politiche di approvvigionamento e si teme che il gruppo voglia dare il via all'internalizzazione della componentistica. L'allerta va quindi tenuta alta, soprattutto per le fabbriche di fornitura. Ci preoccupa inoltre questa crisi di richieste: è solo congiunturale oppure stiamo perdendo fette di mercato? Ci giungono voci», incalza il segretario Fiom, «che invece Ford e Iveco stanno vendendo sullo stesso segmento. Non vorremmo che questa politica di Stellantis, ad esempio come quella di chiudere la verniciatura vecchia nello stabilimento di Atessa, e di tagliare drasticamente i costi della fornitura, si ripercuota come sempre sui lavoratori e in particolare quelli dell'indotto. Se infatti per l’ex Sevel le fermate sono coperte da permessi, ferie e cassa integrazione, molte fabbriche della sub fornitura rischiano il tracollo e già alcune sono soggette allo strumento dei contratti di solidarietà. E c'è inoltre la concorrenza della Polonia».
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