Stellantis, i 30 interinali al lavoro fino a dicembre

ATESSA. Resteranno fino al 31 dicembre i 30 lavoratori interinali assunti da subito nello stabilimento Stellantis Europe Atessa alle prese con la programmazione di un aumento della produzione...
ATESSA. Resteranno fino al 31 dicembre i 30 lavoratori interinali assunti da subito nello stabilimento Stellantis Europe Atessa alle prese con la programmazione di un aumento della produzione giornaliera dei furgoni commerciali leggeri che comporterà, in questi mesi, l'ingresso di altro personale. In attesa dell'arrivo dei trasfertisti da Melfi, (la direzione aziendale di Atessa ne ha richiesti 120) è necessario implementare le linee, soprattutto nei turni notturni. Di qui l'arrivo di nuovo personale che, si vocifera, sarà l'apripista per altre assunzioni a tempo, sempre tra i giovani interinali abruzzesi. Lo stabilimento del Ducato aveva già dovuto far ricorso a 180 assunzioni di giovani (in particolare tra i figli dei dipendenti) tra i 18 e i 30 anni per i mesi estivi. Di questi, 60 sono rimasti a lavorare nello stabilimento.
«È importante che dopo tutto il lavoro fatto come sindacati», interviene Nicola Manzi, segretario Uilm-Uil Chieti-Pescara, «si torni a parlare di occupazione locale. È passato il messaggio molto importante per noi che accanto all'arrivo di personale da altri plant, ci siano anche assunzioni di giovani del territorio». «L’ex Sevel», rimarca Gianluca Gagliardi, segretario provinciale Fismic, «ancora una volta dimostra di essere il core business del gruppo per la produzione di veicoli commerciali leggeri. Il fatto che incrementi la produzione lo conferma». «Siamo ancora molto lontani dal raggiungimento di livelli occupazionali di un anno e mezzo fa», considera invece Alfredo Fegatelli, Fiom Abruzzo, «c’è bisogno di un piano industriale e di un piano occupazionale. Ma nel frattempo meglio 30 interinali che niente».
E rassicurazioni sul piano industriale Stellantis le chiede anche Fim-Cisl, in un periodo che da un lato vede la volontà di Stellantis Atessa nel recuperare il più possibile la produzione persa nei mesi invernali, e dall'altro la casa madre fronteggiare problemi di carattere nazionale, come il persistere delle difficoltà nelle forniture, il clima teso a Melfi, la mancanza di una strategia a lungo termine e l'impervio passaggio all'elettrico. «Nei giorni scorsi», considera Amedeo Nanni, Fim Cisl Abruzzo e Molise, «le organizzazioni sindacali nazionali hanno incontrato il ministro Adolfo Urso chiedendo delle rassicurazioni sugli stabilimenti Stellantis e sul made in Italy. Tema purtroppo che ci preoccupa moltissimo vista la transizione ecologica in atto che coinvolge il nostro in pieno stabilimento di Atessa. Pensiamo che il piano italiano di incentivi per le auto elettriche sia inconsistente e comunque non in linea con i maggiori Paesi europei e bisogna fare i conti anche con la concorrenza cinese. Come Fim abbiamo un compito ben preciso: difendere il lavoro e l’occupazione del nostro territorio. Il tavolo permanente con la Regione deve rappresentare un valore aggiunto per supportare il settore automotive di fronte alla decisione europea di passare all’elettrico».
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