Stipendi in aumento per i politici, è polemica in consiglio comunale 

Approvata la delibera sulle indennità amministrative, Di Nardo: bocciata la nostra proposta di ridurle Via libera allo scostamento da 105mila euro per le cause perse contro gli ex lavoratori municipali

ORTONA. L’aumento programmato degli stipendi per gli amministratori comunali fa scoppiare la polemica tra maggioranza e opposizione. Una crescita delle indennità, su base triennale, che è stata prevista dal governo e ha generato uno scontro durante l’ultimo consiglio comunale di mercoledì. Le variazioni al bilancio per aumentare le indennità degli amministratori riguardano importi complessivi così ripartiti: 28.230,08 euro per il 2022, nel 2023 42.345,13 euro e nel 2024 62.106,18 euro. «Noi dell’opposizione eravamo compatti e volevamo tagliare gli emolumenti anche in virtù di questi aumenti già preventivati», spiega Angelo Di Nardo, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, «ma l’amministrazione non ha voluto ascoltarci dicendo che le indennità erano troppo basse. La riduzione di quegli importi poteva essere un forte atto simbolico, in linea con le necessità della crisi economica attuale e che poteva spingere i cittadini ad avere più fiducia nelle istituzioni».
«L’idea è stata proposta dal consigliere Franco Vanni e prevedeva di destinare i soldi ricavati da questi tagli agli stipendi ad un fondo per i cittadini economicamente e socialmente più fragili», spiega Ilario Cocciola, «abbiamo trovato decisamente fuori luogo respingere questo tipo di proposta in un momento storico così delicato».
L’aumento delle indennità amministrative non è stato l’unico tema a creare polemica in consiglio comunale. È stato approvato, tra le polemiche, anche il debito fuori bilancio relativo alle cause perse contro gli ex lavoratori municipali assunti con contratto co.co.co. (collaborazione coordinata e continuativa, ndr). Un debito che ammonta a 17.440,20 euro per spese legali e 87.690,75 euro per differenze retributive, contributive, interessi e rivalutazioni. Un totale, quindi, di oltre 105mila euro. Il caso riguarda ex dipendenti che si sono rivolti al giudice del lavoro per le modalità con cui il Comune ha gestito i loro contratti. «È stata bocciata anche un’altra nostra proposta che ritenevamo molto importante», prosegue Cocciola, «era una delibera che puntava alla creazione di un ufficio Pnrr, per intercettare i bandi e ottenere i fondi europei. Ma è stata completamente ignorata e bocciata in toto dalla maggioranza. Eppure, secondo noi, l’assenza di un ufficio Pnrr è un duro colpo per la crescita della città, l’assenza di un organo dedicato (che sarebbe comunque gestito dall’attuale amministrazione) ci fa partire in svantaggio rispetto ad altri comuni. Rischiamo di restare un fanalino di coda in questa corsa ai fondi Pnrr». Secondo Cocciola, infatti, l’amministrazione avrebbe potuto «disporre un rinvio per approfondire meglio la nascita di un ufficio Pnrr, anziché bocciare la proposta subito visto che abbiamo preso a modello anche altri Comuni che hanno uffici simili (Pescara e Assisi) e stanno già sfruttando bene questi fondi». Tra le altre delibere approvate dal consiglio comunale, c’è anche un finanziamento da 13mila euro per l’ufficio informazioni e accoglienza turistica (Iat).(d.b.)