«Stop a Magnacca: è in tutte le cerimonie»

San Salvo. Le opposizioni insorgono: è candidata alle regionali. La sindaca: è una polemica sterile
SAN SALVO. Le minoranze consiliari indirizzano una lettera aperta alla sindaca Emanuela De Nicolis e censurano la presenza «in tutte le manifestazioni e le cerimonie pubbliche» della presidente del consiglio Tiziana Magnacca, candidata di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali del 10 marzo 2024. «Mai un presidente del consiglio aveva così scavalcato di fatto e soprattutto nelle pubbliche occasioni e cerimonie il sindaco, la giunta e i consiglieri, come sta avvenendo da quando è la collega Magnacca a ricoprire tale ruolo», rimarcano Fabio Travaglini, Marika Bolognese, Antonio Boschetti, Emanuela Tascone, Nicola Argirò e Giovanni Mariotti che esprimono «una seria preoccupazione per l’immagine del ruolo del sindaco e della città, poiché vengono di fatto danneggiate da quanto appare in pubblico e comincia a circolare nella pubblica opinione, ovvero che “abbiamo due sindaci” o che “il nostro sindaco ha una badante”. Da qui la sollecitazione al rispetto dello statuto comunale “per il decoro e il prestigio delle nostre istituzioni democratiche”».
La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere. «I consiglieri di minoranza affinché attivarsi per fini utili alla città hanno preferito sollevare una polemica sterile», replica De Nicolis, «prendere spunto da un fatto (la consegna di un meritato riconoscimento a un cittadino onorario di San Salvo, una guida importante per la storia della parrocchia di San Nicola) da apprezzare in sé per sé, per soffermarsi, invece, su chi ha, solo materialmente, consegnato il riconoscimento, è indice, inoppugnabile, di mera volontà di sterile polemica. Nella consapevolezza del mio ruolo istituzionale, del lavoro che, quotidianamente, svolgo per il bene della mia città e del fatto che bisogna sempre sforzarsi per fare meglio, e sempre di più, nell’interesse superiore della collettività, rappresento che i problemi di San Salvo e dei nostri concittadini sono altri ed è di quelli che devo occuparmi. Che la presidente del consiglio, che, peraltro, ha guidato e rappresentato la città per un decennio, con piena legittimazione politico amministrativa, intervenga alle cerimonie pubbliche, non può che rincuorarmi, in quanto conferma della solidità del rapporto fra assemblea consiliare ed organo esecutivo. Le leggi definiscono i singoli ruoli e i loro limiti, non il modo in cui ciascuno può interpretare quel ruolo, nel rispetto delle proprie peculiarità individuali, oltre che della città e dei cittadini. È evidente che chi si sente minacciato da una partecipazione o da una consegna di un attestato di stima, non potrà mai amministrare il bene pubblico così come, peggio ancora, chi pensa di dividere e mettere l’uno contro l’altro quelli che, invece, per il bene della città dovrebbero essere sempre uniti ed incoraggiati», conclude la sindaca.
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