Stop ai tavolini in piazza Via alla protesta dei lumini

25 Giugno 2019

Lanciano, la Soprintendenza ne ordina la rimozione per salvaguardare l’estetica I locali: «Così muore il nostro lavoro». L’assessore: «Serve un nuovo accordo»

LANCIANO. Otto lumini accesi “in memoria” di tavolini e sedie all’aperto che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ha fatto rimuovere in piazza Plebiscito. È la protesta messa in atto dalle attività commerciali che si affacciano sul sagrato della cattedrale della Madonna del Ponte, e che si erano organizzate per la stagione estiva con posti all’aperto. «Lo staff e i clienti piangono la scomparsa dei tavolini», recita un cartello che accompagna i ceri votivi. «Oggi è morto il lavoro», è scritto su un altro. Ma vediamo cos’è successo. Nei mesi scorsi la Soprintendenza ha esteso il vincolo storico-architettonico su tutta piazza Plebiscito. Un riconoscimento all’importanza del cuore della città e degli edifici e monumenti che ospita, ma che comporta nuove prescrizioni a chiunque voglia utilizzare questi spazi. Così per qualsiasi intervento, manifestazione, sistemazione di arredi, dehors e quant’altro occupi, seppur temporaneamente, piazza Plebiscito e le zone limitrofe, bisogna adesso ottenere, preventivamente, l’autorizzazione della Soprintendenza. La quale ha espresso preavvisi di diniego all’utilizzo di sedie, tavolini e ombrelloni, a mo’ di dehors, nell’area del sagrato della basilica. Il Comune, per salvaguardare le attività commerciali presenti, ha proposto di escludere dai vincoli la porzione di marciapiede rialzato sotto la Torre civica, dove consentire il collocamento dei dehors. La proposta di zonizzazione della piazza è stata così inviata alla Soprintendenza per la valutazione. L’ente ha preso tempo per rimettere il proprio parere e, nel frattempo, ha chiesto la rimozione di sedie, tavolini ed ombrelloni. Così è scattata la sospensiva dell’occupazione di suolo pubblico che venerdì scorso è stata notificata ai due locali.
«La Soprintendenza ci ha risposto che in attesa di un suo parere non poteva esserci alcun tipo di occupazione», spiega l’assessore al commercio, Francesca Caporale, «come amministrazione abbiamo predisposto una perimetrazione differente della piazza, chiedendo la possibilità di occupare esclusivamente la porzione di marciapiede, che non è proprio in prossimità della cattedrale. In questo modo resta garantito sia il passaggio in chiesa che verso il ponte, due beni architettonici da tutelare. Crediamo che a Lanciano si possa sviluppare l’idea di un turismo diverso, che non sia solo quello mordi e fuggi religioso, ma un turismo storico-architettonico. Al turista, però, va dato anche un servizio. Nel rispetto delle norme e delle leggi, che sono al di sopra di tutto, però vanno contemperati gli interessi di tutti. Il turismo può essere il nuovo volano dell’economia. Siamo ben felici del vincolo, perché è un riconoscimento ulteriore per la città, ma non si può pensare di avere un guscio vuoto», sottolinea Caporale, «la bellezza va fruita. Speriamo di riuscire a trovare presto un accordo».