Stop alle antenne selvagge, c’è il nuovo Piano

Colantonio: salvaguardate scuole e chiese. Secondo lo studio è Santa Maria la zona con più impianti
CHIETI. «Siamo il primo comune in Abruzzo che si è dotato del Piano e del Regolamento delle antenne». L’assessore all’urbanistica Mario Colantonio commenta così il via libera del consiglio comunale ai due atti a tutela del territorio. Nel 2007 il Comune varò il primo regolamento, ma i gestori di telefonia mobile fecero ricorso al Tar e il Comune perse. Si aprirono così anni in cui le antenne sorsero come funghi ovunque. Una situazione bloccata quando, un anno e mezzo fa, è arrivato il nuovo regolamento, grazie all’iniziativa del consigliere Marco Di Paolo, che diede inizio al percorso arrivato sino a oggi. Perché il regolamento prevedeva la mappatura delle antenne. «Per arrivare a una mappa completa», spiega Colantonio, «abbiamo affidato un incarico alla Polab di Pisa, unica società certificata che lavora per le amministrazioni comunali in questo settore. La Polab ha studiato e misurato le emissioni di tutte le antenne di telefonia mobile esistenti in città. Mappando anche le richieste giacenti in Comune».
Il regolamento stabilisce anche i siti dove le antenne non possono essere messe: sono quelli che si trovano vicino a scuole, asili, chiese, ospedali e beni artistici, storici, archeologici ed etnoantropologici. Dalla mappatura si vede che Santa Maria è la zona con più antenne in città.
Ma se la mappatura non ha creato discussioni, anzi solo plausi, quando si è partiti con la stesura del nuovo regolamento, sono iniziati i problemi con il 5G. «Questo regolamento non può trattare il 5G», spiega l’assessore Colantonio, «perché la sperimentazione nazionale finisce nel 2022 e, dunque, il Ministero non si è ancora pronunciato. Comunque, Wwf e Comitato contro il 5G sono stati invitati e ascoltati in commissione». In Consiglio ci sono stati anche 4 emendamenti, votati all’unanimità. Il primo ribadisce proprio il fatto che il 5G non entrerà a Chieti fin quando non ci saranno i risultati ministeriali. Gli altri riguardano i siti idonei all’installazione, la massima diffusione di Piano e Regolamento e infine gli incontri pubblici per una preventiva informazione sulle nuove installazioni. (a.i.)

