Stop alle antenne selvagge Fermata anche la rete 5G

2 Ottobre 2019

Il Comune vara il piano delle installazioni per la telefonia: è il primo in Abruzzo Colantonio: no a impianti vicino a scuole, chiese, ospedali, parchi e monumenti

CHIETI. È Santa Maria la zona teatina con la maggiore concentrazione di antenne di telefonia mobile. Il dato viene fuori dalla prima mappatura degli impianti presenti sul territorio cittadino fatta fare dal Comune in occasione della redazione del piano sulle antenne e del relativo regolamento. Due strumenti innovativi nel panorama regionale, tanto è vero che il Comune di Chieti è il primo in Abruzzo a dotarsene, grazie al lavoro portato avanti dell’assessore all’urbanistica Mario Colantonio e dai presidenti delle due commissioni Regolamento e Urbanistica, Maurizio Costa e Roberto Melideo e poi da tutti i consiglieri comunali che hanno approvato all’unanimità il piano e il regolamento nell’ultima seduta consiliare. A dare l’avvio all’iter è stato un ordine del giorno del consigliere comunale Marco Di Paolo nel 2017.
«È stato un provvedimento importante, che ha visto una grande partecipazione di tutti i consiglieri», ha detto l’assessore Colantonio, «si tratta di uno strumento di pianificazione, una sorta di piano regolatore del settore, accompagnato da uno studio sulla presenza delle antenne in funzione. Sono stati anche mappati i siti oggetto di richiesta dei gestori». Attualmente sono quattro i gestori di telefonia mobile: Tim, Vodafone, Wind e Iliad. Tutti e quattro hanno presentato un piano di espansione al Comune che adesso verrà vagliato secondo i criteri appena adottati. La mappatura è stata realizzata dalla Polab di Pisa, unica società certificata che lavora per le amministrazioni comunali in questo settore.
Il nuovo regolamento dà lo stop alle antenne per cellulari vicino ad asili, scuole, case di cura, case di riposo, centri di accoglienza, parchi, chiese e beni di interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico. Stop, almeno per il momento, anche al 5G che ha suscitato grande preoccupazione. Le associazioni Wwf e No 5G sono state ascoltate nel corso dei lavori delle commissioni e i consiglieri hanno tenuto conto delle problematiche sollevate. «Il 5G non potrà entrare in città», spiega l’assessore, «perché la sperimentazione nazionale sul 5G è ancora in corso. La fase sperimentale, eseguita su 100 città italiane di cui 11 abruzzesi, terminerà solo a fine 2022. Solo dopo questa data sarà possibile valutare o meno l’avvento del 5G». Per adesso, dunque, non se ne parla. Il Regolamento prevede, inoltre, che la cittadinanza verrà informata con incontri pubblici delle nuove installazioni.
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