Strada a pezzi, raccolte 600 firme Gissi. Buche, segnaletica e illuminazione carenti: proteste nella zona industriale

GISSI. Buche, crepe, tratti franati, ma anche mancanza di segnaletica e illuminazione. La viabilità nella zona industriale di Gissi è divenuta un pericolo per i lavoratori e i clienti dell'area...
GISSI. Buche, crepe, tratti franati, ma anche mancanza di segnaletica e illuminazione. La viabilità nella zona industriale di Gissi è divenuta un pericolo per i lavoratori e i clienti dell'area industriale. «Non si fanno interventi da 30 anni», accusa il consigliere comunale di Gissi Lino D'Ercole che ha dato il via ad una protesta. Dopo aver promosso un sit-in al quale hanno partecipato il sindaco di Gissi, Agostono Chieffo, e il segretario della Femca-Cisl, Massimiliano Recinella, D'Ercole ha chiesto all'Arap un incontro da tenersi subito dopo le elezioni regionali alla presenza di tutte le autorità preposte. Contestualmente è stata avviata una raccolta di firme, già oltre 600, da inviare al prefetto. «È a rischio la nostra incolumità», afferma Lino D'Ercole, «la situazione, non più accettabile, mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori. L'auspicio è che il prossimo governo regionale affronti il problema».
Sulla questione è intervenuto anche il Pd di Gissi che punta il dito contro la giunta regionale. «In cinque anni di governo», annota il Pd, «neanche un euro è stato stanziato dalla Regione per la manutenzione e il potenziamento della zona industriale di Gissi. In base alla normativa vigente, in mancanza di stanziamenti di fondi regionali, i costi di manutenzione ricadrebbero sulle aziende». il consigliere comunale D'Ercole spiega: «Sono anche io dipendente di una di queste aziende. La nostra non vuole essere una strumentalizzazione politica ma è il lancio di un Sos per accendere i riflettori sull’urgenza di mettere questa strada in sicurezza. Noi rischiamo la vita tutti i giorni. Invierò le firme raccolte al prefetto per metterlo a conoscenza di questa situazione. A seguire organizzeremo un incontro tra Comune, associazione degli imprenditori e Arap». (p.c.)
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