Strada “fuorilegge” per il campo di padel: scatta il sequestro

1 Ottobre 2022

TORREVECCHIA TEATINA. Una strada “fuorilegge” che porta a un campo di padel è stata sequestrata dai carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale. I sigilli...

TORREVECCHIA TEATINA. Una strada “fuorilegge” che porta a un campo di padel è stata sequestrata dai carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale. I sigilli sono scattati a Torrevecchia Teatina: in due sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Chieti per «illecita gestione di rifiuti costituiti da scarti di lavorazioni edili, utilizzati impropriamente per la realizzazione di un fondo stradale e di una rampa di accesso all’impianto sportivo».
Nell’ambito della consueta attività di controllo sul trasporto e sulla gestione dei rifiuti edili, i carabinieri forestali del tenente colonnello Tiziana Altea hanno accertato il trasporto senza autorizzazioni di circa 5 metri cubi di inerti da parte di un uomo privo di iscrizione all’albo nazionale gestori ambientali. La successiva attività investigativa ha consentito ai militari «di accertare plurimi conferimenti di rifiuti nel cantiere, dove erano stati regolarmente assentiti lavori per il rifacimento del fondo stradale e la costruzione di una rampa di accesso». Per l’opera, «illegalmente realizzata», è scattato il sequestro preventivo.
Per il reato contestato in violazione del codice dell’ambiente, gli indagati rischiano l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. «Laddove dalle analisi si dovesse confermare la natura non pericolosa del rifiuto», spiegano i carabinieri della tutela forestale, «rimane la possibilità di attivare la procedura della prescrizione che consente di estinguere il reato con il ripristino dello stato dei luoghi e il successivo pagamento».
Secondo i militari, «le condotte illecite accertate sono volte a massimizzare i profitti, consentendo un notevole risparmio sia per la ditta appaltante, che evita i costi per l’acquisto di materiale certificato, sia per le imprese, che conferiscono illecitamente i rifiuti e lucrano sui mancati costi di smaltimento delle macerie». (g.let.)
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