Strada per Villagrande a pezzi «Subito i lavori o la chiudiamo»

ORTONA . «È inammissibile che tre frane nella zona di Villagrande, una strada percorsa nel periodo della vendemmia da trattori e camion carichi di uva, non siano ancora state sistemate: sono passati...
ORTONA . «È inammissibile che tre frane nella zona di Villagrande, una strada percorsa nel periodo della vendemmia da trattori e camion carichi di uva, non siano ancora state sistemate: sono passati ormai tre anni dalle calamità naturali che hanno provocato i danni e reso necessario il transito a senso alternato». Il sindaco di Ortona, Leo Castiglione, protesta ancora contro la Provincia per la situazione delle tratte di sua competenza. Ma ad unirsi al coro stavolta è anche il primo cittadino di Tollo, Angelo Radica. Insieme i due amministratori invocano interventi di sistemazione della tratta che unisce i due Comuni.
Vogliono che la Provincia si attivi immediatamente considerati i numerosi solleciti verbali e scritti, e che i lavori vengano conclusi entro la fine del mese di agosto, prima dell’inizio della vendemmia, altrimenti si vedranno costretti a chiudere al traffico la strada provinciale per questioni di sicurezza. «Riteniamo vergognoso che i tratti stradali interessati dalle frane non siano ancora stati sistemati, mettendo quotidianamente a rischio l’incolumità di chi vi transita, pur in presenza di finanziamenti concessi alla Provincia di Chieti dalla Regione già da qualche anno e che devono essere spesi entro il mese di dicembre», sbottano Castiglione e Radica.
Gli stessi si mostrano aperti anche a soluzioni alternative e aggiungono: «Considerando che la Provincia non è riuscita a progettare ed appaltare i lavori di sistemazione delle frane, pur in presenza di risorse trasferite dalla Regione, noi come amministrazioni comunali siamo disponibili a completare le operazioni di progettazione delle opere e a perfezionare l’appalto dei lavori».
Ad ogni modo dai due sindaci arriva un vero e proprio ultimatum alla Provincia guidata dal presidente Mario Pupillo, al punto che avvertono: «È l’ultimo appello che facciamo», concludono Castiglione e Radica, «prima di azioni clamorose a difesa dei cittadini». (a.s.)
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