Strade invase dai cinghiali Ora è allarme incidenti

L’ultimo schianto a Bucchianico, il racconto dell’automobilista rimasto coinvolto Raffica di richieste di risarcimento: la competenza spetta a Regione e Provincia
BUCCHIANICO. Sulle strade di Chieti e provincia è allarme per gli incidenti causati dai cinghiali. L’ultimo schianto è avvenuto mercoledì sera, a Bucchianico, all’altezza di Colle Spaccato: la Fiat 500 di Luca Di Girolamo, 51 anni di Fara Filiorum Petri, è stata presa in pieno da un grosso ungulato. L’uomo non è rimasto ferito, ma l’auto ha riportato danni seri. «Stavo tornando a casa», racconta Di Girolamo, «quando, sulla Bucchianico-Fara, un cinghiale è sbucato all’improvviso ed è saltato sulla mia macchina. La paura è stata tanta. Per fortuna andavo piano e la mia prontezza di riflessi hanno evitato il peggio, anche se l’impatto è stato inevitabile. L’animale è stramazzato a terra, poi è riuscito a trascinarsi nelle campagne circostanti ed è sparito nella vegetazione». Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti.
La polemica è esplosa a fine maggio. Il prefetto Giacomo Barbato ha detto no alle ordinanze dei sindaci per abbattere i cinghiali. Si tratta di un problema noto da anni, la competenza spetta alla Regione e alla polizia provinciale e, dunque, non ci sono i presupposti di legge per emettere provvedimenti adottabili solo in situazioni eccezionali e imprevedibili. È questo, in sintesi, il pensiero del prefetto, racchiuso in una circolare inviata ai vertici della Regione e della Provincia, a tutti i sindaci del Chietino, ad Autostrade per l’Italia e all’Anas. La presa di posizione è arrivata dopo che, soprattutto nel Vastese, si è animato il dibattito sulla presenza dei cinghiali nei centri abitati. Un’emergenza che, a distanza di mesi, continua a preoccupare residenti e automobilisti.
Sono «innumerevoli», infatti, gli incidenti provocati dagli animali selvatici sulle strade. Ad affermarlo è una sentenza del giudice di pace Andrea Di Marco: la colpa, così si legge nelle motivazioni che danno il via libera al risarcimento dei danni a un automobilista rimasto coinvolto in uno schianto, è della Regione che «evidentemente omette i propri compiti» e anche della Provincia che non ha montato segnali di pericolo di attraversamento animali selvatici e lampioni. Scendendo nel dettaglio, la responsabilità maggiore è della Regione che «ha l’obbligo di adottare tutte le misure idonee a evitare che la fauna selvatica arrechi danni a terzi». Tra i compiti ci sono anche «controllare la presenza di determinata fauna selvatica in aree interessate al traffico», «effettuare abbattimenti mirati laddove la presenza di ungulati sia diventata eccessiva» e intervenire al posto della Provincia «in caso di perdurante inerzia».
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