Strade rotte del comprensorio nel dossier di Abruzzovivo

6 Dicembre 2017

VASTO. Potrebbe finire sul tavolo del ministero delle Infrastrutture l’emergenza delle strade a Vasto e nel Vastese. Il gruppo “Abruzzovivo” non esclude questa ipotesi. «Sabato, alle 17, nella sala...

VASTO. Potrebbe finire sul tavolo del ministero delle Infrastrutture l’emergenza delle strade a Vasto e nel Vastese. Il gruppo “Abruzzovivo” non esclude questa ipotesi. «Sabato, alle 17, nella sala convegni della Società operaia presenteremo il rapporto sullo stato della viabilità sul territorio», dice Gabriele Marchese, uno degli esponenti del gruppo. Il titolo del summit, aperto a tutta la cittadinanza, racconta i contenuti e quello che i relatori diranno: “Il Vastese, un territorio abbandonato al proprio destino”. «L’appuntamento è stato organizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica e ricordare a chi di dovere le condizioni di disagio e precarietà delle strade in questo lembo d’Abruzzo», spiega Marchese. All’iniziativa hanno aderito molti operatori commerciali e turistici della provincia che sperano che finalmente le condizioni della viabilità del Vastese arrivino al ministro dei Trasporti e infrastrutture.
Dopo il comitato in difesa della Sanità, il Vastese si ricompatta per invocare una viabilità sicura. Il dibattito sarà incentrato sulla drammatica condizione delle arterie provinciali. Una volta usciti dal casello autostradale di Vasto nord arrivare in città è una avventura. Per non parlare delle strade che portano verso l’interno. I recenti fatti di cronaca dimostrano quanto sia importante anche la sistemazione della fondovalle Trigno che, come più volte ricordato dal comitato degli automobilisti presieduto da Antonio Turdò, è in condizioni tali da rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità. «La viabilità è diventata una vera emergenza», sottolinea il gruppo Abruzzovivo.
Le strade sono al collasso, tra frane, dissesto del manto stradale e buche. L’emergenza viabilità sta creando grossi problemi anche al settore industriale. Per i giovani circolare su moto e ciclomotori è un rischio. Per i pendolari è un incubo quotidiano raggiungere il posto di lavoro. (p.c.)
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