Strage alla Sabino, esami nel centro militare di Perugia
CASALBORDINO. Sarebbero arrivate agli sgoccioli le indagini dell’autorità giudiziaria sul tragico incidente che, nella Esplodenti Sabino di Casalbordino, il 13 settembre 2023 costò la vita a Fernando...
CASALBORDINO. Sarebbero arrivate agli sgoccioli le indagini dell’autorità giudiziaria sul tragico incidente che, nella Esplodenti Sabino di Casalbordino, il 13 settembre 2023 costò la vita a Fernando Di Nella (62 anni di Lanciano), Giulio Romano (56 di Casalbordino) e Gianluca De Santis (44 della provincia di Campobasso).
Giovedì i periti della procura hanno assistito, all’interno dello Stabilimento militare del munizionamento terrestre con gli esperti dell’esercito a Madonna di Baiano (Perugia) a una nuova perizia. Si è trattato di un’attività di polizia giudiziaria disposta dalla Procura alla quale non era prevista la presenza né dei periti degli indagati né di quelli delle vittime. Gli esiti al momento sono sconosciuti.
La perizia va a sommarsi ai due incidenti probatori eseguiti nei mesi scorsi: uno nel deposito di munizioni, l’altro su macchine, computer e supporti informatici. Non sono ancora stati depositati gli esiti degli esami necroscopici eseguiti sulle vittime. «Restiamo in attesa», dice l’avvocato Michele Di Toro che assiste la famiglia Di Nella, «per prendere contezza degli esiti». Stando agli accertamenti e al modo in cui si presentavano i corpi delle vittime, la posizione di Di Nella differisce da quella delle altre due vittime: in quanto caposquadra, è stato raggiunto dalla deflagrazione perché stava facendo controlli nella zona, non operava sull’ordigno. Questo rende ancora più amaro quello che è accaduto. Dopo 35 anni di lavoro era esperto.
Sulla vicenda indaga il sostituto procuratore della procura di Vasto, Silvia Di Nunzio. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Gli accertamenti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) e dai colleghi del Nucleo operativo ecologico (Noe). Gli uffici della Esplodenti sono stati dissequestrati diverse settimane fa. Resta sotto sequestro l’area. Secondo indiscrezioni però sarebbe vicino il dissequestro. Contestualmente alle indagini proseguono gli interventi di Regione, Comune e sindacati per assicurare ai settanta dipendenti un futuro lavorativo senza più rischi. Il progetto di riconversione pare stia andando avanti e ci sono buone speranze di ottenere anche la proroga della cassa integrazione per altri sei mesi. (p.c)
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