Street food, festa finita con una denuncia

La storica fioraia di piazzale Marconi va dai carabinieri: «Mi hanno bloccato le serrature con la cera»
CHIETI. Finisce in lite la tre giorni dello Street food a Chieti scalo. La titolare dello storico negozio di fiori e piante di piazzale Marconi, Anna Bruna Schiazza, ha presentato ieri mattina una denuncia per non aver potuto riaprire il negozio a causa delle tre serrature trovate ostruite da un materiale che poteva essere cera o paraffina. «Ho denunciato tutto ai carabinieri», dice la proprietaria del fioraio in attività dal 1967. «I problemi sono cominciati quando sono arrivati gli stand dello Street food. Venerdì pomeriggio, primo giorno della manifestazione che è partita proprio quella stessa sera, ci siamo accorti che uno degli stand si era sistemato con il suo forno a legna a 5 centimetri dalle nostre cappottine parasole, che sono in plastica e, dunque, altamente infiammabili», dice la commerciante. «Per questo motivo ho chiamato subito i vigili urbani e l’assessore al commercio Carla Di Biase, chiedendo di spostare lo stand. Non tanto per una questione di visibilità del negozio, quanto per un problema di sicurezza. Ed effettivamente, dopo tanto insistere, lo stand è stato spostato dall’altro lato della piazza e qui davanti hanno lasciato solo panche e tavolini. Pensavo che la cosa si fosse chiusa in questo modo. Ma forse non è stato così. Sta di fatto che quando sono andata a riaprire il negozio ho trovato le due serrature della serranda totalmente ostruite come anche l’altra serratura elettrica. Ho dovuto aspettare oltre due ore per poter riaprire il negozio, senza contare le spese per risistemare tutto. A quel punto ho deciso di sporgere denuncia».
La commerciante di piazzale Marconi lamenta il fatto che la manifestazione è stata organizzata dall’amministrazione senza coordinamento con i commercianti a posto fisso: «L’attività che porto avanti è aperta da 51 anni», continua la fioraia, «sto molto attenta a fare il mio lavoro e a mantenere pulita la piazza. Pago anche tutte le tasse, compresi i 3.200 euro l’anno di tassa sui rifiuti. Nonostante tutto, non mi sento tutelata dall’amministrazione comunale. Anzi, visto quello che è successo, mi sento indifesa. La piazza, poi, è rimasta piena di macchie d’olio e di rifiuti». (f.d.)

