Studentato ancora chiuso L’Ater: «Gestione costosa»

22 Novembre 2024

Dopo l’inaugurazione dello scorso febbraio, attesa per 27 anni, è tutto fermo L’azienda non è più convinta della destinazione: «Il progetto è antieconomico»

CHIETI. A fine febbraio scorso era arrivato il presidente della Regione Marco Marsilio a tagliare il nastro della nuova casa dello studente realizzata dall'Ater in viale Gran Sasso. Un taglio di nastro avvenuto dopo 27 anni da quando l'allora Iacp (Istituto autonomo case popolari) comprò il sito per realizzarvi la propria sede: viene costruito uno scheletro di cemento che però rimane per anni lì come monumento allo spreco. Poi l'iter si rimette in moto, l'Ater decide di aprire uno studentato e il presidente Marsilio assicura gli ultimi 400mila euro necessari per evitare il rischio dell'ennesima incompiuta. L'Ater ingrana la quinta per realizzare le ultime opere e il 26 febbraio inaugura in tutta fretta la struttura. È una festa per tutti: il Comune non vede l'ora che gli studenti universitari tornino sul colle, l'ateneo d'Annunzio può dare posti letto ai propri iscritti, l'Ater mette la parola fine a una vicenda ultradecennale e l'amministrazione Marsilio taglia un importante nastro a pochi giorni dalle elezioni regionali del 10 marzo. Ma finita la festa inaugurale, le porte del nuovo studentato non si sono mai aperte. Dopo nove mesi, è ancora tutto fermo. E si scopre anche che l'Ater potrebbe ripensarci: lo stabile potrebbe cambiare destinazione d'uso e non essere più una casa dello studente. Lo dice il presidente uscente Luigi Comini, che lascia la decisione in mano alla nuova governance dell'azienda territoriale di edilizia residenziale, al cui vertice sta per tornare l'ex presidente Antonio Tavani che quell'opera l'aveva fortemente voluta. Il problema sta nel fatto che l'Ater ha cercato di aprire lo studentato da 49 posti letto, ma invano. L'azienda ha infatti emesso un avviso pubblico per manifestazioni d'interesse destinato non solo a studenti, ma anche a docenti e personale amministrativo della d'Annunzio. Hanno risposto solo in due. E c'è di più: «Abbiamo fatto un'accurata valutazione», dice Comini, «per capire se si poteva gestire la struttura a determinate condizioni, quali ad esempio sorveglianza h24 e servizio di portineria, e abbiamo capito che, anche a pieno regime, per noi sarebbe stato antieconomico, senza un sostegno da parte della Regione o dell'ateneo». E così l'Ater all'improvviso sembra accorgersi che non riesce ad aprire lo studentato. Anche perché il cda Ater lavora in prorogatio da dopo le elezioni regionali: «In regime di prorogatio», spiega Comini, «come Ater ci siamo potuti occupare solo dell'ordinario e delle emergenze». E dunque mani legate sull'apertura dello studentato. Che si sia provato a fare qualcosa è testimoniato anche dal rettore della d'Annunzio Liborio Stuppia: «L'Ater mi ha contattato», riferisce, «per chiedere se l'università fosse interessata a sostenere in qualche modo il progetto dello studentato. Io però ho risposto che l'ente interessato era l'Adsu, perché è l'azienda per il diritto agli studi universitari che gestisce i fondi per gli studentati».
Sarà dunque il nuovo presidente Tavani, affiancato dai due nuovi componenti del cda Assunta Fagnilli e Alessandro Mantini, a riprendere in mano la questione e decidere cosa fare dell'immobile rimasto chiuso in viale Gran Sasso, costato circa 5 milioni di euro.