Studente universitario suicida «Problemi cresciuti con il Covid»

8 Aprile 2023

Caputi: «Senza parole di fronte a quanto accaduto, esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari» La situazione didattica del 29enne che si è tolto la vita giovedì: aveva da poco passato un esame

CHIETI. Il giorno dopo l’università si interroga sulla tragica morte di Antonio Corrado, lo studente 29enne di Medicina della d’Annunzio suicida giovedì scorso nel suo appartamento di via Bari a Chieti scalo. Un gesto estremo che potrebbe anche non essere strettamente legata alla carriera universitaria, le cui ragioni il giovane ha affidato a un lungo sfogo vergato sulle pagine di un block notes.
Quarantadue pagine nelle quali ha scritto di inadeguatezza, inconcludenza, insicurezza. Nonostante il suo corso di studi, pur non procedendo speditamente, non fosse poi da buttare. Una circostanza che è emersa anche da una prima riunione tra i vertici dell’ateneo, in un «incontro che è stato convocato rapidamente giovedì stesso, nonostante l’università fosse chiusa», come riferisce il rettore Sergio Caputi. Caputi, ieri insieme al direttore generale Giovanni Cucullo, ha raggiunto l’obitorio «per portare la nostra vicinanza ai familiari, ma non siamo riusciti ad incontrarli. Chiedono la massima riservatezza in questo momento», spiega Caputi, «e lo rispettiamo, ma ci teniamo comunque a esprimere la vicinanza di tutta l’università».
Quanto gli studi abbiano influito sul dramma non è certo. Aveva difficoltà con alcuni esami, come ad esempio Anatomia patologia. Però, come emerso dalla riunione convocata due giorni fa da Caputi, era comunque vicino alla conclusione degli esami del quarto anno, e a gennaio ne aveva sostenuto uno con buon esito. «Dal punto di vista didattico», chiarisce Caputi, «la situazione del ragazzo non era drammatica: aveva superato brillantemente un esame a gennaio e poi un parziale». Sull’aspetto psicologico invece il rettore aggiunge che il 29enne «non aveva mai fatto richiesta di accesso ai servizi di sostegno psicologo di ateneo, altrimenti, come tutti, vi sarebbe stato ammesso. Rimango senza parole di fronte a quanto accaduto», conclude Caputi, «credo che il periodo dell’emergenza Covid-19 abbia fatto gravi danni negli studenti e nei giovani. Ora viviamo il rimbalzo di quel periodo, che è stato drammatico».
Sul dramma del 29enne pugliese, Liborio Stuppia, prossimo rettore (già eletto) destinato a prendere il posto di Caputi a partire da giugno, aggiunge che si tratta «purtroppo di un problema generale, che non riguarda solo il nostro ateneo. Un fenomeno di cui dovremmo parlare non oggi, all’indomani della tragedia, ma sempre. È assolutamente necessario un profondo dibattito all’interno dell’ateneo e delle famiglie per capire quale sia l’origine del disagio. Il nostro servizio interno di ateneo ci dice che, dopo l’emergenza Covid, è aumentato il livello di problematicità degli studenti. Ad esempio il passaggio dalla didattica a distanza, nella propria camera da letto, alla vita universitaria può dare origine a sbandamenti. Quello di consulenza psicologica è un servizio molto efficiente, erogato da docenti di psicologia», precisa poi Stuppia, «che prendono in carico gli studenti: invito tutti i ragazzi che vivono un disagio o che hanno un problema a sfruttare questa opportunità».
La notizia del suicidio dello studente di Medicina «lascia attoniti e sgomenti», dice un messaggio diffuso ieri dalla Pastorale universitaria, «noi tutti, in questo Venerdì Santo di silenzio, preghiamo per Antonio, per la sua famiglia e per i suoi amici. Nel nostro piccolo, come Pastorale universitaria, incontriamo le fragilità di tanti universitari che chiedono aiuto, provando a offrire amicizia, sostegno, preghiera reciproca. Sono questi i puntelli che sostengono il cammino universitario, inteso non come una scalata verso il successo a tutti i costi, ma come occasione di vita, di crescita, di formazione dell’uomo, comprese le sue fragilità».
Non è stata ancora fissata una data per i funerali né è stata allestita una camera ardente, in quanto la procura di Chieti ha disposto l’esame esterno della salma, che viene eseguito oggi dal medico legale Marco Piattelli. Poco più che una formalità visto che la dinamica del suicidio appare chiara.
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