Studenti pescaresi aggrediti, la procura procede d’ufficio

23 Luglio 2015

CHIETI. Sulla vicenda delle botte allo Scalo a studenti universitari pescaresi, a pochi passi dall’ateneo, i poliziotti della Digos, ieri mattina hanno consegnato una relazione sull’accaduto alla...

CHIETI. Sulla vicenda delle botte allo Scalo a studenti universitari pescaresi, a pochi passi dall’ateneo, i poliziotti della Digos, ieri mattina hanno consegnato una relazione sull’accaduto alla sostituto procuratore Marika Ponziani. Per l’odiosa aggressione si procede di ufficio. Perché? I quattro degli otto ragazzi rimasti feriti hanno prognosi inferiori ai venti giorni, in questi casi è necessaria la querela per procedere, ma il fatto che uno dei dieci aggressori abbia usato una spranga, apre le porte alle indagini d’ufficio.

Gli investigatori sono a caccia della Panda vecchia, di colore verde, sulla quale sono stati visti salire alcuni dei 10 aggressori. Sembra che una ragazza che faceva parte del gruppo degli studenti, tutti universitari di Pescara e provincia, abbia ripreso col cellulare anche il numero di targa. Quindi gli aggressori dovrebbero avere le ore contate.

La storia inizia la sera di martedì, dopo una serata trascorsa al campus, con chitarra e tamburelli per divertirsi un po’ a cantare. A mezzanotte qualcuno propone una bevuta nel bar vicino, anche per alleviare la calura. Tutti si dirigono su via Pescara. Due del gruppo, è il ragazzo ferito alla testa a raccontarlo al Centro, si stancano un po’ dal gruppo. All’improvviso spunta il commando violento che solo perché avevano sentito un inno al Pescara, sono piombati addosso al gruppo di universitari, risparmiando le due-tre donne presenti.

Poi sono fuggiti. Qualcuno gli ha visti salire su una vecchia Panda. Sul posto sono arrivati i poliziotti della volante e il 118 che ha trasportato i quattro studenti feriti al pronto soccorso del vicino policlinico di Colle dell’Ara.