Stuppia: in carcere la variante danese

«Stiamo eseguendo studi sulle nuove varianti del Covid e le reinfezioni di pazienti che erano stati già contagiati e guariti nei mesi scorsi. Nell’ambito di questi studi, sequenziando il genoma...
«Stiamo eseguendo studi sulle nuove varianti del Covid e le reinfezioni di pazienti che erano stati già contagiati e guariti nei mesi scorsi. Nell’ambito di questi studi, sequenziando il genoma virale, abbiamo individuato le varianti inglese, brasiliana e anche quella nord europea, o danese, trovata nel carcere di Lanciano». È il professor Liborio Stuppia (foto), direttore del Laboratorio di genetica molecolare del Cast dell’università d’Annunzio, ad annunciare che nei primi giorni di dicembre, nel focolaio del carcere, è comparsa la variante danese. «Evitiamo subito allarmismi», precisa Stuppia, «è stata circoscritta nel carcere. Mentre la variante inglese a Guardiagrele si è diffusa tra la gente, questa variante danese, o Nord europea, simile a quella inglese, è rimasta “ferma” in un ambiente chiuso. L’abbiamo individuata analizzando una trentina di casi di persone infettate nel penitenziario che presentavano lo stesso assetto genetico del virus. Quello del carcere è un modello particolare che non riflette ciò che c’è fuori: è un ambiente chiuso e la variante è rimasta lì confinata. Oggi è un dato di fatto che ci sono varianti che sostituiscono il ceppo generale e quella danese trovata nel carcere di Lanciano costituisce un dato scientifico che si sta studiando e monitorando». (t.d.r.)

