Stuppia: troppi incidenti, anno maledetto Il rettore della d’Annunzio: «Siamo esterrefatti, appena 20 giorni fa l’addio a Federica Pizzuto»

CHIETI. La sorte forse lo chiamerebbe un orologio sincronizzato, oppure una casualità. Esattamente venti giorni fa l’università degli studi Gabriele d’Annunzio piangeva la studentessa di Medicina...
CHIETI. La sorte forse lo chiamerebbe un orologio sincronizzato, oppure una casualità. Esattamente venti giorni fa l’università degli studi Gabriele d’Annunzio piangeva la studentessa di Medicina Federica Pia Pizzuto, 21 anni, morta in un incidente stradale, e ieri ancora un altro fiocco nero. È la morte di Michele Di Loreto, 20 anni e studente di Economica e commercio a Pescara, a sconvolgere di nuovo la comunità accademica. Perché sì, come dice il rettore Liborio Stuppia, «la d’Annunzio è una grande comunità dove ogni evento, bello o brutto che sia, tocca il cuore di tutti».
A poche settimane dalla fine del 2023, il rettore, sconvolto dall’ennesima morte di uno studente, ha difficoltà a parlare. «È davvero un anno maledetto», commenta Stuppia, «sono accadute troppe tragedie, abbiamo perso una quantità di studenti incredibile, l’ultima Federica. Di fronte alla morte di un giovane si resta esterrefatti, non si riescono a trovare le parole. Alla d’Annunzio siamo una comunità: ogni perdita diventa un dolore per tutti e non può essere trascurata o ridimensionata». Neo matricola, Michele frequentava il corso di Economia e commercio a Pescara da appena tre mesi. Lo scorso anno, con il sogno di diventare un ricercatore, aveva provato Fisica alla Sapienza di Roma. Poco dopo, aveva capito che quello non era il corso che più si addiceva alle sue corde e così, con la passione del diritto, si era iscritto alla d’Annunzio.
Bravo, studioso ed educato, aveva fin da subito colpito i professori del corso. «Seguiva il mio corso», dice Fausto Di Biase, il suo professore di Matematica. «Era sempre in prima fila. Abbiamo fatto diverse volte il viaggio insieme in autobus, era davvero un bravissimo ragazzo. Non ci posso credere, sono sconvolto».
Ragazzi e ragazze che ogni giorno i docenti della d’Annunzio incontrano in classe, vedono nei loro occhi i sogni, le ambizioni, i timori di chi, a 20 anni come Michele, ha ancora un futuro davanti. «È una tragedia», aggiunge Alessandro Sarra, direttore del dipartimento di Economia, «noi vorremmo aiutare a costruire il futuro dei ragazzi: quando vengono a mancare in un modo così tragico è sconvolgente. Di qualsiasi corso siano, noi abbiamo un affetto enorme nei loro confronti, li accompagniamo in ogni aspetto della vita e avere un rapporto stretto con loro, cercare di capire anche se possono avere dei problemi così da aiutarli. Per la nostra comunità accademica il fatto che venga a mancare uno studente così giovane e bravo è un dramma: un evento inconcepibile. È qualcosa di irrazionale, impensabile: una perdita che diventa difficile anche da realizzare. È un dolore talmente grande che non possiamo fare altro che stare vicini ai genitori». (e.g.)
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