Sul nuovo ospedale pende l’ombra di un maxi ricorso

Il consigliere Mauro Febbo boccia l’idea della Regione sul project financing Sara Marcozzi (M5S): «In prima linea per impedire un clamoroso errore»
CHIETI. Project financing a rischio ricorsi. Secondo il consigliere regionale forzista Mauro Febbo, presidente della Commissione di vigilanza, sarebbe questa la sorte cui andrebbe incontro il progetto del gruppo Maltauro per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti, visti gli intoppi incontrati sul proprio cammino. La criticità maggiore è rappresentata dalla perentorietà del termine dei tre mesi entro i quali dare il via libero al progetto. Secondo alcuni, i tre mesi vanno conteggiati a partire dal 19 luglio, momento in cui l’associazione temporanea di imprese ha presentato la proposta. Secondo altri, il conteggio va fatto a partire dal 22 novembre, quando cioè la pratica è stata completata attraverso le successive integrazioni. In questo caso, il termine per dare il via libera (che consiste in una dichiarazione di pubblico interesse da parte della Asl) scadrebbe il 21 febbraio. «Ma la materia del contendere resta», dice Febbo, «vale a dire che sarebbe poi facile per il secondo classificato fare su questo un ricorso che bloccherebbe l’iter del progetto come è già accaduto in diversi altri casi». Il risultato sarebbe «l’impantanamento della sanità teatina», dice Febbo, «a favore di altri territori». Senza contare gli altri problemi, che il consigliere regionale, da sempre contrario all’iniziativa, ha riassunto: dal parere negativo dello studio legale McDermott Will&Emery, incaricato di valutare la fattibilità del progetto (parere che si incentra sulla impossibilità, a norma del nuovo Codice degli appalti, di prevedere in concessione servizi ulteriori rispetto a quelli strettamente connessi alla gestione dell’opera), alla valutazione dei certificati attestanti la regolarità contributiva, alla capacità economica-finanziaria della Asl, che poi dovrà sostenere il pagamento di un canone trentennale, e che quest’anno, dice Febbo, dovrebbe chiudere il bilancio con oltre 40 milioni di euro di passivo. Contrari al project anche i 5 Stelle. Il consigliere regionale Sara Marcozzi boccia l’ostinazione della Regione e del presidente Luciano D’Alfonso «nel vedere come unica soluzione per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti il ricorso alla procedura Project Financing. Un’ostinazione che farebbe sorridere se non ci fossero in ballo centinaia di milioni di euro, soldi dei cittadini. Da oltre un anno siamo in prima linea per impedire alla Regione Abruzzo di commettere un clamoroso errore. Non mi stancherò mai di ripetere che il nostro non è un no al nuovo ospedale, ma un no alla procedura. Carte alla mano, abbiamo dimostrato come questa scelta costerà agli abruzzesi milioni e milioni di euro in più rispetto ad altre forme di finanziamento utilizzabili per la realizzazione nuova struttura».

