«Sull’ospedale solo promesse dal centrodestra in Regione»

12 Aprile 2020

GUARDIAGRELE. L’associazione Salute è Diritto scende in campo per ricordare alla Regione le promesse fatte sull’ospedale Santissima Immacolata. «L’estate scorsa», ricorda il direttivo del sodalizio,...

GUARDIAGRELE. L’associazione Salute è Diritto scende in campo per ricordare alla Regione le promesse fatte sull’ospedale Santissima Immacolata. «L’estate scorsa», ricorda il direttivo del sodalizio, «abbiamo accolto con gioia il progetto della giunta regionale con il quale si decideva di riaprire alcuni reparti per acuti. In particolare, si prevedeva la trasformazione del presidio guardiese in “succursale” dell’ospedale di Chieti, con la riapertura dei reparti di Medicina, Geriatria e Lungodegenza, per 25 posti letto, che si sarebbero aggiunti al Punto di primo intervento, Radiologia, Punto prelievi e servizi territoriali». L’associazione evidenzia che da mesi aspetta che il tavolo di monitoraggio, aperto al ministero dell’Economia, esprima un giudizio su questo progetto. «Però», osserva il direttivo, «dopo gli annunci, gli incontri e le vetrine mediatiche, lo scorso 19 marzo è arrivata la prima doccia fredda colmanager della Asl, Thomas Schael, che ha espressamente dichiarato la sua contrarietà al progetto della Regione, affermando di essere pronto a rassegnare le dimissioni qualora il ministero approvasse la riapertura dei reparti per acuti a Guardiagrele».
Salute è Diritto, sottolinea poi che quello che più sconvolge, non sono tanto le dichiarazioni del manager, ma il fatto che nessun politico regionale di maggioranza le abbia smentite. «Nessuna voce», continuano i dirigenti del sodalizio, «si è alzata contro Schael in difesa del nostro ospedale: né gli assessori Nicoletta Verì, Mauro Febbo e Nicola Campitelli, né il consigliere Fabrizio Montepara, né i tanti altri esponenti della maggioranza regionale e gli esponenti locali del centrodestra». Ma non è tutto. «All’indomani della diffusione dell’epidemia Covid-19», aggiunge il sodalizio, «abbiamo assistito all’esclusione di Guardiagrele da qualsiasi iniziativa per combattere l’epidemia. Mentre altrove si progettava la riapertura di reparti, la creazione di nuovi posti letto e il trasferimento di pazienti, per Guardiagrele non è mai stato previsto nulla. Eppure», conclude, «quale occasione migliore per riallestire i reparti promessi?».
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