Suriani nunzio apostolico in Serbia

Papa Francesco nomina l’arcivescovo di Atessa. Il sindaco Cicchitti: «Persona di grande umanità»
ATESSA. Monsignor Luciano Suriani è stato nominato nunzio apostolico in Serbia da papa Francesco. “Don Luciano” lascerà, quindi, la segreteria di Stato vaticana, dove era delegato per le Rappresentanze pontificie, alla volta di Belgrado. Nato ad Atessa nel 1957, è stato ordinato sacerdote nel 1981 e ha continuato gli studi alla Pontificia Università Lateranense. È stato parroco a Fallo, Civitaluparella e Atessa. Nel 1986 è tornato a Roma e, nel 1990, dopo aver conseguito il dottorato in diritto canonico, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Ha lavorato presso le nunziature apostoliche in Costa d’Avorio, Burkina Faso, Niger, Svizzera e Liechtenstein. Il 22 febbraio 2008 papa Benedetto XVI l’ha nominato arcivescovo, assegnandogli la sede titolare di Amiterno, e poi nunzio apostolico in Bolivia: il cardinale Tarcisio Bertone l’ha consacrato nella cattedrale di San Giustino, a Chieti, il 26 aprile 2008. Per problemi di salute, derivanti soprattutto dall’elevata altitudine della capitale boliviana La Paz (3.640 metri sul livello del mare), dopo pochi mesi ha presentato le dimissioni e nel 2009 è entrato nella Segreteria di Stato.
Il rapporto con Atessa e la terra abruzzese è stato mantenuto sempre vivo da “don Luciano”. L’abitazione dei Suriani è nella contrada Aia Santa Maria. «Io e don Luciano», disse al Centro don Loreto Grossi, parroco della cattedrale di San Leucio, in occasione dell’ordinazione a vescovo, «ci conosciamo da quando frequentavamo le medie al seminario di Chieti. Pur vivendo da alcuni anni a Roma, dopo l’inizio del suo ministero sacerdotale a Fallo e Civitaluparella e una breve parentesi ad Atessa, si è sempre interessato della nostra chiesa locale e diocesana. Io lo conosco bene, non è certo un tipo ambizioso, ma si è fatto sempre trovare pronto alle diverse chiamate». «Prima portava da noi i seminaristi, poi qualche parrocchiano di Fallo, quindi i preti della Pontificia Accademia e della Nunziatura», aggiunse in quell’occasione la cognata Maria Rita, moglie del fratello Angelo, «don Luciano è un sacerdote che crede in ciò che fa, abbina umiltà, fede e intelligenza». «Mi faccio portavoce», dice il sindaco Nicola Cicchitti, «degli auguri dell’intera città che è onorata di quest’incarico conferito al caro monsignor Luciano, figura importante della nostra terra. L’auspicio è che posa raggiungere altri traguardi tenendo conto soprattutto della sua alta umanità».
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