Sventata rapina in villa, sparati tre colpi

1 Febbraio 2019

Tre banditi, armati di pistola, tentano di investire i carabinieri che fanno fuoco contro l’auto. Caccia alle impronte della gang

CHIETI. I carabinieri sventano una rapina in villa e sparano tre colpi contro l’auto dei banditi. Ora è caccia ai malviventi che, armati di pistola, sono fuggiti dopo aver tentato di investire i militari nella zona di Madonna del Freddo. Si indaga per tentato omicidio, al momento contro ignoti, ma i criminali potrebbero avere i giorni contati: sono in corso i rilievi per trovare impronte digitali e profili genetici all’interno della macchina che la gang ha abbandonato prima di scappare nelle campagne. Si tratta di una Mercedes classe C, di colore grigio, segnalata più volte in tutta Italia perché utilizzata nel corso di numerosi assalti in abitazione.
L’ASSALTO. L’allarme scatta intorno alle 19,15 di martedì. Una pattuglia del nucleo investigativo di Chieti è impegnata in un servizio per contrastare i cosiddetti reati predatori, vale a dire furti e rapine, che più di tutti intaccano la percezione di sicurezza dei cittadini. In strada Grotte, in prossimità di alcune ville isolate, i militari del maggiore Marcello D’Alesio notano una Mercedes ferma. L’auto ha il motore acceso e dentro ci sono due uomini, a volto scoperto, di cui uno impugna una pistola. Un terzo malvivente si trova a poca distanza e sta tentando di scavalcare il cancello di una villetta. «Fermi, carabinieri», gridano i militari che li stavano seguendo già da un po’ e, considerando il pericolo imminente, sono costretti a intervenire.
GLI SPARI. Il bandito risale sull’auto, che riparte immediatamente in retromarcia tentando di travolgere gli uomini dell’Arma e di darsi alla fuga. Sono attimi di grande tensione. A quel punto, infatti, gli investigatori esplodono tre colpi di pistola verso lo pneumatico posteriore sinistro della Mercedes. Ma non è sufficiente per interrompere l’azione violenta e bloccare i rapinatori. Nasce così un inseguimento con i componenti della banda che, dopo un paio di chilometri percorsi a tutto gas, lasciano l’auto a bordo strada e scappano nelle campagne circostanti.
LA FUGA. La caccia all’uomo scatta immediatamente e va avanti per ore, ma i tre criminali - sfruttando anche il buio - riescono a dileguarsi. La Mercedes viene sequestrata e, quando sul posto arriva la sezione rilievi del nucleo investigativo, c’è la conferma che i tre proiettili hanno colpito la gomma posteriore del veicolo. All’interno dell’auto ci sono sei dischi da mola, di quelli utilizzati per tagliare le porte e sventrare le casseforti. Insomma: tutto il necessario per una notte di furti in città. Ma l'intervento dell'Arma è stato decisivo.
LE INDAGINI. Dai successivi accertamenti è emerso che la Mercedes, intestata a un cittadino albanese, è stata rubata a Tivoli il primo dicembre dello scorso anno. Non solo: quella stessa auto è stata vista più volte dopo rapine e furti avvenuti in tutto il Centro Italia, compresa la provincia di Pescara, ma mai nessuno era riuscita a bloccarla. Non è da escludere che i banditi siano gli stessi che, nell’ultimo periodo, hanno messo a segno un paio di furti nella zona di Torrevecchia Teatina e in altri paesi del circondario. Le indagini vanno avanti: fondamentali, come già avvenuto in passato, potrebbero risultare le tracce lasciate dentro la macchina, in primis impronte e profili genetici da comparare con quelli presenti in banca dati. Di certo si tratta di professionisti del crimine, probabilmente dell’est Europa, che - come dimostrato martedì sera - sono armati e pronti a tutto per raggiungere il loro obiettivo. L’ipotesi di reato iniziale è tentato omicidio, perché i militari hanno evitato l’investimento solo grazie alla loro reazione immediata. I carabinieri del comandante provinciale Florimondo Forleo hanno comunque raggiunto un risultato importante: da un lato è stato sventato un pericolo imminente per i residenti, dall’altro è finito sotto sequestro materiale utile per dare un nome ai malviventi che assaltano le ville.
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