Svolta alla Esplodenti Sabino: cassa integrazione per 80 operai

Boccata d’ossigeno di due mesi per i lavoratori dopo i sigilli di dicembre per la tragedia con tre morti La notizia data ai sindaci dagli assessori regionali D’Amario e Quaresimale. Soddisfatti i sindacati
CASALBORDINO. Boccata d'ossigeno per gli 80 dipendenti della Esplodenti Sabino di Casalbordino. L’assessore regionale alle attività produttive Daniele D'Amario ha comunicato al sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci e ai colleghi di Guilmi e Pollutri, Carlo Racciatti e Nicola Di Carlo, di essere riuscito, insieme al collega titolare della delega al lavoro, Pietro Quaresimale, ad ottenere dall'Inps la risposta tanto attesa: la concessione della cassa integrazione per gli 80 lavoratori della polveriera. L'ammortizzatore sociale coprirà i mesi di febbraio e marzo e scadrà il 31 marzo.
«Anche se il periodo è breve», dice il primo cittadino di Casalbordino, Marinucci, «la cassa integrazione è un ristoro che aiuterà tante famiglie a sopravvivere. In attesa che la vicenda giudiziaria faccia il suo corso, come è giusto che sia, la casa integrazione garantirà ai lavoratori il mantenimento delle famiglie».
Non appena la notizia è stata comunicata ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori, più d'uno ha pianto di felicità. Soddisfatti i rappresentanti delle segreterie sindacali regionali di Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil, Stefano Di Crescenzo, Carlo Petaccia e Debora Del Fiacco. «Siamo 80 volte contenti», ha commentato a caldo Carlo Petaccia. «La sicurezza nei luoghi di lavoro resta una priorità. Altrettanto giusto è che la magistratura faccia chiarezza sulle cause dell'esplosione che ha provocato la morte di tre dipendenti della Esplodenti Sabino. Con il riconoscimento della cassa integrazione tuttavia, 80 padri di famiglia potranno mantenere per due mesi le famiglie». Felice il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti. «Sono soddisfatto e ringrazio l'assessore Daniele D'Amario perché si è subito attivato per aiutare le famiglie che stavano vivendo un periodo drammatico».
La notizia della cassa integrazione è stata accolta con gioia anche dalle rsu della fabbrica di Casalbordino, Antonio La Viola (Uiltec), Tullio Candeloro (Femca) e Paolo Iocco (Filtcem). I lavoratori si sono sentiti meno soli. Fino ad oggi sono andati avanti grazie ad una somma anticipata dall'azienda e relativa al solo mese di gennaio. «Ci sono mutui da pagare», ricordano le maestranze, «affitti, rate, tasse universitarie. Quello che è successo ci ha devastati. Siamo ancora addolorati per i nostri colleghi morti in quella terribile esplosione, ma abbiamo anche noi bisogno di aiuto».
La cassa integrazione fino al 31 marzo ha riacceso la speranza. Sul futuro della Esplodenti Sabino ci sono tuttavia ancora tante incognite. La Procura è impegnata ad indagare sulla tragedia del 21 dicembre e ha affidato delicate consulenze ad autorevoli esperti. Dal ministero della Sviluppo economico non sono ancora arrivate risposte alle richieste fatte dal deputato del M5S, Carmela Grippa sul futuro dell'azienda abruzzese. (p.c.)
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