Svolta dopo mesi di code e disagi: in città una terza sede vaccinale

Due le ipotesi per la sede del nuovo centro: l’ex Foro Boario allo Scalo e il palasport di Colle dell’Ara I contagi tornano a salire, allarme del sindaco: «Quindicimila teatini non hanno prenotato il vaccino»
CHIETI. Dopo mesi di code e disagi pesanti per i cittadini, Comune e Asl trovano l’accordo sulla decisione di aprire una terza sede vaccinale a Chieti. È chiaro che non si possa continuare ad andare avanti solo con il PalaUda, che dovrebbe tornare nella disponibilità dell’università D’Annunzio con il prossimo avvio dell’anno accademico, e con la sede del vecchio ospedale, funzionale ma troppo piccola. Si dovrà aprire un nuovo hub vaccinale, che potrà trovare spazio nel centro fieristico del Foro Boario o al palazzetto di Colle dell’Ara. Ognuna delle due sedi presenta pro e contro, per questo i due enti hanno preso ancora qualche giorno di tempo prima di procedere. La prossima riunione è fissata per mercoledì prossimo, 21 luglio, poi il percorso dovrebbe essere un po’ più chiaro.
PACE FATTA Dopo un botta e risposta al veleno, la riunione di ieri mattina in Comune sembra aver riportato un po’ di sereno fra i due enti. Almeno fino al prossimo temporale. Il vertice è partito alle 10.30 all’insegna di volti tesi e modi sbrigativi. Poi la volontà di superare i dissidi per trovare soluzioni di fronte a un quadro pandemico che si annuncia in peggioramento ha avuto la meglio. Dopo un’ora e mezzo chiusi nell’ufficio del sindaco, dietro le mascherine sono riapparsi timidi sorrisi. Il direttore generale della Asl Thomas Schael è arrivato insieme con il responsabile della sicurezza Rocco Mangifesta, la responsabile del piano vaccinale Maria Di Sciascio e il dirigente Asl Costantino Gallo. Il sindaco Diego Ferrara ha risposto con l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini, che si è sempre distinto per forti accenti critici contro la Asl, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, la presidente della commissione sanità Gabriella Ianiro e il consigliere delegato alla protezione civile Vincenzo Ginefra.
TERZA SEDE VACCINALE Le critiche alla campagna di vaccinazione organizzata dalla Asl hanno riguardato soprattutto la gestione del PalaUda. Il palazzetto dello sport di via dei Vestini, che ha suscitato tante proteste a causa delle lunghe code e degli ambienti senza aria condizionata, da lunedì prossimo non accoglierà più gli utenti che devono fare le prime dosi, quelli per cui si impiega più tempo dal punto di vista burocratico, che verranno spostati al vecchio ospedale. È facile immaginare, però, che a questo punto le code si creeranno nella sede del vecchio ospedale. Perciò è fondamentale allestire al più presto una terza sede. «Si procederà su due fronti», dicono all’unisono sindaco e dg, «il primo sarà quello di attivare al più presto un hub nei locali del Foro Boario in sinergia con la Camera di Commercio; l’altro riguarda l’attivazione del Pala Colle dell’Ara nei tempi tecnici utili alla sistemazione dell’impianto e della struttura». Il Foro Boario ha dalla sua il fatto di avere un impianto di aria condizionata funzionante, ma deve essere liberato entro fine ottobre. Il Pala Colle dell’Ara, essendo del Comune, non ha limiti di tempo, ma non ha aria condizionata. «Le due soluzioni viaggiano in parallelo», dicono Ferrara e la Asl, «nell’intesa che a fine ottobre il Foro Boario torni nelle disponibilità della Camera di Commercio, come l’ente camerale ci chiede, e Colle dell’Ara resti come unico punto vaccinale dello Scalo».
CONTAGI IN SALITA I numeri non sono ancora da allarme, ma è chiaro che la situazione dei contagi è tornata a salire. Soprattutto fra i giovani. E da questo punto di vista sono i centri più grandi della provincia a fare da catalizzatori della presenza giovanile e perciò sono i più a rischio. L’unico modo per uscirne è dare un’accelerata alla campagna vaccinale, andando proprio a cercare i più giovani. «Dobbiamo procedere in modo deciso e serrato con la campagna», dicono infatti Ferrara e Schael, «per arrivare alla vaccinazione delle almeno 15.000 persone che in città ancora non hanno prenotato il vaccino». Il tasso di vaccinazione a Chieti ha raggiunto quota 61%. Comune e Asl pensano che si possa e si debba fare di più.
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