Svolta ecologica all’ateneo per tagliare le bollette

Al via un progetto con la Regione: l’obiettivo è di ridurre i tre milioni di costi Pronta una comunità energetica per salvaguardare l’ambiente con i fondi europei
CHIETI. L’obiettivo è salvaguardare l’ambiente riducendo gli sprechi di energia, favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili e abbassando il costo della bolletta energetica del campus universitario teatino che ammonta a circa 3 milioni di euro l’anno. Un obiettivo che l’università d’Annunzio vuole cogliere insieme a studenti, docenti e dipendenti, creando una “comunità energetica”, i cui partecipanti saranno tutti responsabili sia delle scelte da compiere che dei comportamenti da adottare quotidianamente. È quanto prevede il nuovo progetto lanciato da ateneo e Regione Abruzzo, connubio che ha permesso di vincere un bando europeo da 100mila euro sulla creazione di “community energy”. Il progetto è stato presentato ieri mattina in Regione dall’assessore regionale Nicola Campitelli e dal rettore Sergio Caputi. L’iniziativa sfrutterà i finanziamenti europei e sarà volano per una serie di opere da diversi milioni di euro che la d’Annunzio ha intenzione di mettere in campo per migliorare la resa energetica del campus universitario teatino e contribuire alla salvaguardia ambientale. Referenti del progetto sono la dirigente della Regione Iris Flacco e Piero Di Carlo, docente di fisica-chimica dell’atmosfera e climatologia alla d’Annunzio.
«Creare una comunità energetica», spiega il professore, «vuol dire responsabilizzare e sensibilizzare tutti coloro che ne fanno parte sui temi della salvaguardia dell’ambiente. Si diventa soci della comunità energetica anche attraverso un contributo economico, sia pure solo simbolico, un segno che si intende partecipare attivamente al progetto. L’attivazione della nostra comunità energetica farà da volano a tutti i grandi interventi che l’ateneo ha intenzione di portare a termine nel settore e renderà la nostra università un modello da seguire, essendo la prima della Rete delle università sostenibili ad aver intrapreso questa strada».
«Verranno messe in campo una serie di attività», dice Campitelli, «che vanno dalla diagnosi energetica del campus, all’identificazione e al monitoraggio delle azioni da realizzare, anche attraverso la raccolta volontaria di fondi e la riduzione dei costi. La comunità energetica è dunque una forma partecipativa collettiva a un progetto di sviluppo della produzione e dell’uso di energia da fonti rinnovabili secondo principi di efficienza concepita, sviluppata, finanziata e fornita da un gruppo di cittadini che agiscono insieme come un gruppo comunitario e utilizzando forme di autoconsumo. Il progetto consente di utilizzare le risorse locali, costruire capitale sociale, incrementare l’occupazione a livello regionale, informare e formare la comunità università sui problemi di risparmio energetico, rinnovabili e cambiamenti climatici». (cr.ch.)

