Tagli a operai e pulizie, domani il confronto

Vertice sindacati-azienda anche su piano industriale e aumento della produzione. Ieri sciopero Fiom-Usb
ATESSA. È stato convocato dalle rappresentanze sindacali della Fim per domani mattina il consiglio delle rsa alla presenza della direzione aziendale Sevel per discutere dei problemi emersi sul fronte del mancato prolungamento del contratto a 47 interinali, per far posto ad altrettanti trasfertisti, e sul recente piano di ottimizzazione dei costi che comporterà una drastica diminuzione delle ore di servizio da parte di due aziende di pulizie industriali, la Iscot e la Atlas, che vedranno una trentina di dipendenti in cassa integrazione. Ma all'ordine del giorno, con il primo confronto tra azienda e sindacati nell'era Tavares, nuovo amministratore delegato del gruppo Stellantis, ci sono anche altri punti, tra cui le prospettive future dello stabilimento e il relativo piano industriale e aumento della capacità produttiva.
Le recenti decisioni intraprese dal gruppo nato dalla fusione delle case automobilistiche Fca e Psa preoccupano non poco in Sevel. Soprattutto in vista dell'uscita sul mercato del nuovo Ducato completamente elettrico per il quale il settore Fca professional si dichiara pronto da subito alle ordinazioni con consegne a partire dalla fine del mese di marzo. Anche Ugl Chieti auspica un confronto con l'azienda sulla decisione, tra le altre, di chiudere gli spogliatoi e di posticipare la mensa a fine turno per un periodo limitato, con l'ottica di limitare i contagi. «Pensiamo che Sevel», interviene Ugl, «vista la sua struttura, non abbia questa necessità. Coglieremo l'occasione della riunione programmata per venerdì del consiglio della rsa, per discutere nel merito».
A livello nazionale preoccupazione viene espressa dal segretario generale della Uilm, Rocco Palombella che chiede un incontro con Tavares: «Chiediamo un incontro urgente per fugare possibili ansie e per dare certezze ai lavoratori all'interno degli stabilimenti evitando di alimentare un clima dannoso per la neonata società, che è il quarto gruppo mondiale del settore con 180 miliardi di fatturato annuo e che nasce con obiettivi di crescita molto ambiziosi. Il cambio di management proveniente dalla Francia e il paragone con altri siti francesi negli ultimi giorni stanno generando un clima di forte preoccupazione sull’insostenibilità finanziaria e organizzativa nei nostri stabilimenti», dice Palombella. «Tutto ciò contrasta con i risultati appena consuntivati e con quanto affermato dallo stesso Tavares, sia nell’incontro con le organizzazioni sindacali, sia nelle visite nei diversi stabilimenti».
Intanto, ieri le organizzazioni sindacali Fiom e Usb hanno indetto due ore di sciopero alla fine di ogni turno. Tiepida la partecipazione. Secondo i dati delle due segreterie in mattinata avrebbe scioperato un centinaio di persone.
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