Tagli alla Diabetologia «La Asl deve vergognarsi»

Bucci (Adif): pazienti rimandati a casa dopo avere atteso 5 mesi per il controllo Bomba (Ared): siamo passati da 144 ore di assistenza settimanale a 44
LANCIANO. Promettono battaglia e azioni di protesta, gli utenti del Centro di diabetologia dell’ospedale Renzetti dopo la decisione della Asl di togliere al reparto un medico. Un Centro che aveva bisogno di dottori, di almeno tre medici a tempo pieno, e che si ritrova ad assistere 7.800pazienti con un solo medico. Una battaglia condotta in primis dall’Adif, associazione diabetici frentani, appoggiata anche dal primario della Medicina, sotto cui opera la Diabetologia, Filippo Salvati, che ha minacciato le dimissioni se la Asl non dovesse fare marcia indietro.
«Quello che sta accadendo in Diabetologia, che fino a qualche anno era un punto di eccellenza della Asl, è una vergogna», ha detto Antonio Bucci, presidente Adif, «pazienti rimandati a casa dopo che hanno atteso anche 5 mesi per una visita di controllo; altri invitati a prenotare la visita magari a Chieti o nei distretti di montagna. Volevamo un medico in più perché i due in servizio non bastavano e invece ora ne abbiamo un solo. Chiediamo di essere curati non di essere rispediti a casa. La Asl reintegri i medici di cui abbiamo bisogno». L’Adif lancia un Sos all’azienda sanitaria che da lunedì 4 maggio ha trasferito la dottoressa Straface, uno dei due camici bianchi dell’unità, nel territorio del Sangro-Aventino, lasciando scoperta Lanciano. «Una scelta scellerata visto che così il Renzetti non riuscirà più a garantire l’assistenza ai propri pazienti», ha fatto notare Bucci, «sia per le visite programmate, che per le urgenze e le consulenze. Molti utenti in questi giorni sono stati rimandati a casa. È una vergogna».
Una situazione limite denunciata anche dalla direttrice sanitaria del Renzetti, Marzia Mucci e dal primario di Medicina, Salvati, che hanno inviato una lettera alla direzione generale Asl chiedendo la revoca immediata del provvedimento. Lettera in cui Salvati ha minacciato anche le proprie dimissioni se non arriveranno rinforzi. «Da 114 ore di assistenza settimanali siamo scesi a 44», ha fatto i conti Giulio Bomba, dell’Ared, i donatori di organi, che si è unito alla battaglia dell’Adif, «ci sono gli estremi della denuncia per interruzione di pubblico servizio. Anche perché i malati aumentano». Il diabete è, infatti, una delle malattie più diffuse in Regione e provoca molti altri problemi, malattie che spesso sono causa di altri ricoveri. «Vogliamo risposte dalla Asl e dalla Regione, e se non arriveranno inizieremo azioni di protesta».
Teresa Di Rocco
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