Tagliata la recinzione dell’A14: è giallo

Lo squarcio trovato all’altezza di Miglianico: indaga la polizia. L’ipotesi: «Una via di fuga creata per un assalto armato»
MIGLIANICO. La recinzione dell’autostrada A14 tagliata con una cesoia. Sulla scoperta fatta ieri all’altezza di Miglianico si allunga un sospetto inquietante: potrebbe trattarsi di una via di fuga creata in vista di un imminente assalto armato a un furgone portavalori. Certo, al momento è solo un’ipotesi. Ma, considerando i precedenti, non è da escludere affatto che quel varco sia un tassello di un piano organizzato nei minimi dettagli. Un disegno criminale che, però, è andato in fumo prima ancora di essere realizzato. Sull’episodio misterioso sono ora in corso le indagini della polizia di Stato, che ha già eseguito un accurato sopralluogo, a caccia di indizi utili per risolvere il giallo. Contestualmente, è stata potenziata la vigilanza nell’area.
Tutto è cominciato ieri pomeriggio, quando agli agenti è arrivata la segnalazione che la rete di protezione era stata tranciata di netto sulla corsia in direzione nord, al chilometro 394. Sul posto è stato tempestivo sia l’intervento del personale di Autostrade per l’Italia che di una pattuglia del 113. Lo squarcio (poi naturalmente riparato) era di una misura tale da consentire l’agevole passaggio di più persone. Da quel punto, adiacente al cavalcavia che sovrasta l’autostrada, si può raggiungere velocemente la contrada di Cerreto superiore, un luogo potenzialmente idoneo – lontano da occhi indiscreti – per un cambio di automobile dopo aver compiuto una rapina. La recinzione dell’A14, proprio nella stessa zona, era stata tagliata da un gruppo di malviventi nel gennaio 2021, in occasione di un assalto tentato al portavalori dell’istituto di vigilanza Aquila. I rapinatori avevano aperto il fuoco contro il furgone blindato sulla strada che da Cantina Ortona porta al casello dell’A14, ma il piano era fallito per il sangue freddo della guardia giurata. Rimasti a mani vuote, i banditi avevano abbandonato due macchine utilizzate per l’azione criminale nel territorio di Miglianico, per poi raggiungere l’autostrada – attraverso dei varchi creati nella rete di protezione – dove li stavano attendendo i complici.