Taglieri: manca il personale, chiusa Urologia

9 Novembre 2021

Lanciano. Ospedale Renzetti, il consigliere regionale M5S accusa il centrodestra in Regione

LANCIANO. «Urologia e Otorino, che erano state cancellate dal centrosinistra, sono unità operative semplici nella nostra rete ospedaliera»: così parlavano fino a poche settimane fa gli assessori regionali Nicola Campitelli e Nicoletta Verì (Lega) in città. Urologia è chiusa per mancanza di personale: è la realtà di oggi. Una realtà che costringe gli utenti di quello che dovrebbe essere un Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) di 1° livello ad andare a Vasto o a Chieti per problemi urologici. «Da giovedì scorso all'ospedale Renzetti di Lanciano è chiuso il reparto di Urologia. L’unico medico rimasto in servizio, che per garantire il miglior servizio possibile all'utenza ha perfino rinunciato alle ferie estive, è stato costretto a fermarsi per esigenze personali, e la risposta della Asl è stata quella di mettere un lucchetto all'intera unità. Una soluzione assolutamente inaccettabile», denuncia il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S). «Anziché assumere, migliorare un servizio essenziale in un ospedale che ha un bacino di utenza tra i 120mila e i 150mila abitanti, anziani soprattutto, Asl e Regione costringono gli utenti a viaggiare tra gli ospedali di Vasto e Chieti. Il Renzetti è sempre più un ospedale abbandonato, che perde pezzi, che spinge le persone a rivolgersi altrove e a lungo andare il rischio di un declassamento da parte dei tavoli romani potrebbe diventare più concreto che mai. E sarebbe una sconfitta per l'intero territorio di cui dovrebbe rispondere chi ha i poteri per intervenire, ma ancora non lo fa».
E poteva farlo da tempo, al di là delle parole, visto che dal 2020 uno dei due urologi assegnati al reparto è andato in pensione e non è mai stato rimpiazzato. Urologia, che da primo reparto specialistico ad essere fondato negli anni 60 in Abruzzo, per anni fiore all’occhiello dell’ospedale frentano, ha visto tagli dal 2012 (era Chiodi-Zavattaro) con il declassamento da unità complessa a semplice, l’accorpamento con la chirurgia, problemi continuati nell’epoca centrosinistra e ora arrivati al de profundis. «È l’ennesimo colpo a un ospedale in cui le carenze di personale, di coordinatori e di primari sono cronicizzate, in cui mancano macchinari all'avanguardia e quelli promessi, come la Tac, vengono dirottati altrove», riprende Taglieri. «È una situazione inaccettabile che si ripercuote sugli incolpevoli cittadini, frutto delle carenze organizzative di un'azienda allo sbando e di un centrodestra che, nonostante la propaganda, sta fallendo su tutta la linea». (t.d.r.)
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