Taglio bollette nei Comuni Partono le prime iniziative

Atessa. Pronta la delibera per le giunte in vigore da domenica con l’ora solare Luce in strada ridotta di 2-3 ore a notte e termosifoni a 18° negli edifici pubblici
ATESSA. Scattano con il ritorno all’ora solare le misure previste per i Comuni nella delibera per la crisi energetica e le relative misure volte al contenimento dei consumi e della spesa energetica. Parte dagli enti locali della provincia di Chieti un segnale quanto più unitario (si spera) indirizzato al governo. In questi giorni le amministrazioni comunali sono chiamate ad approvare il provvedimento. Nei giorni scorsi alcuni sindaci sono stati ricevuti dal prefetto di Chieti, Armando Forgione, per illustrare la bozza di delibera. La proposta, della quale si è discusso lo scorso 29 settembre ad Atessa, ha visto già l’adesione di Francavilla, Chieti, Ortona, San Salvo, Lanciano, Atessa e di altri comuni tra i quali Fossacesia e Archi, quest’ultimi promotori, con Atessa, dell’iniziativa.
Le linee scelte per il risparmio energetico sono: riduzione dell’illuminazione pubblica di 2-3 ore; riscaldamento degli edifici comunali a 18 gradi invece di 20, eccezion fatta per le scuole. Queste misure saranno uguali per tutti. Ci saranno altre decisioni che ogni Comune valuterà se applicare o meno: dalla rinuncia alle luminarie natalizie a riduzioni da concordare con le associazioni sportive, ricreative e culturali che usano energia pagata dai Comuni. Queste decisioni varranno fino alla fine di dicembre, successivamente sarà riconsiderata sulla base degli sviluppi della situazione internazionale e delle decisioni del nuovo governo. «Queste misure», afferma il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «sono state concordate con la prefettura, tenendo conto che coinvolgono anche aspetti di pubblica sicurezza. Esse non risolvono, naturalmente, il problema del caro energia che devasta i bilanci comunali, ma è un contributo alla riduzione dei consumi e al risparmio energetico».
Il problema della crisi energetica, oltre che sulla vita di famiglie, imprese e attività commerciali, impatta pesantemente anche sulle pubbliche amministrazioni: i Comuni hanno difficoltà a chiudere in pareggio la gestione dei propri bilanci. L’aumento è stato di oltre l'87% del costo dell'illuminazione pubblica e del 110% del riscaldamento degli edifici comunali, mentre i ristori governativi hanno finora coperto il 32% degli incrementi di spesa. Nei testi delle delibere si dice a chiare lettere: “Si è di fronte a un bivio in quanto o si usano le risorse ordinarie per far fronte al caro energia e si tagliano i servizi, o si continuano a erogare i servizi (per scuole, opere pubbliche, assistenza sociale, attività culturali) e non si paga l'aumento del costo energetico, con le inevitabili conseguenze”. La bozza di delibera, oltre che con il prefetto è stata condivisa anche con l'Anci Abruzzo. Da verificare ora quante amministrazioni adotteranno questi piani e quali altri, singolarmente, saranno applicati.
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