Taglio degli alberi, è scontro tra il Wwf e il Comune di Chieti

L’associazione: «Ora basta dire che sono piante pericolose» Il sindaco: «La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto»
CHIETI . Il taglio degli alberi in città accende lo scontro tra il Wwf di Chieti-Pescara e il Comune dopo che lo scorso 14 marzo è stata ordinata la manutenzione di 20 arbusti. Da una parte c’è l’associazione che condanna l’azione dell’amministrazione di centrosinistra e, dall’altra, il Comune che ribatte: «Stiamo facendo manutenzione del verde ed eliminiamo solo le alberature pericolose», spiegano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto.
L’ACCUSA DEL WWF«Il Comune di Chieti, continuando nella linea dell’amministrazione di colore politico opposto che l’ha preceduta, continua a condannare a morte piante un po’ ovunque nella città»: è la denuncia che arriva dal Wwf dopo l’ultimo provvedimento che ordina il taglio di 20 alberi «per una spesa di 5.660,80 euro, niente affatto trascurabile per un ente dichiarato finanziariamente dissestato né vale la scusante che si tratta di eliminare un potenziale rischio». Proprio per questo, non passano inosservate al Wwf le condizioni delle arterie teatine. «Anche le strade stracolme di buche, le pezze messe qua e là con ghiaia che possono favorire incidenti, i lavori stradali per riparazioni varie di aziende private eseguite alla men peggio nella totale indifferenza di una amministrazione che non sembra in grado di controllare i cantieri», attacca l’associazione, «sono fonte di pericolo. Ma gli unici interventi che si fanno sono quelli dei tagli degli alberi. Se davvero esistono situazioni di precarietà la colpa non è degli alberi, ma all’incuria da parte delle amministrazioni che si sono succedute alla guida della città negli ultimi decenni. Né vale la considerazione che sono i cittadini a chiedere tagli perché infastiditi da essenze troppo cresciute».
LA REPLICA DEL COMUNEL’attacco del Wwf lascia «sconcertati» sindaco e assessore. «Sono contestazioni prive di fondamento e di affidabilità», rispondono Ferrara e Zappalorto, «la scelta di abbattere un albero non è mai superficiale e non avviene a cuor leggero, ma si rende necessaria perché la sicurezza dei nostri concittadini e di quanti frequentano la città viene prima di tutto. Una scelta che fino a oggi è stata sempre seguita da ripiantumazioni». Il Comune chiarisce che prima di prendere l’ultimo provvedimento «l’associazione ha avuto modo di constatare» le condizioni degli alberi. «Abbiamo richiesto ulteriori approfondimenti tecnici strumentali sulla salute e la stabilità di una ventina di esemplari», continuano, «dichiarati malati dall’indagine visiva. Dal momento che si trovano in un’area sensibile e che presentano problemi agli apparati radicali, abbiamo deciso di approfondire la diagnosi a livello strumentale, in modo da avere un quadro completo sulla pericolosità». Il Comune poi passa alla replica sulle strade: «Dire che in città esistono situazioni di pericolo più incombenti citando ripetutamente le buche e imbarcandosi in una valutazione politica fuori luogo e inopportuna, significa sminuire la pericolosità di un albero a rischio caduta che potrebbe avere un potenziale ben più grave di quello paventato dal Wwf». (e.g.)

