Tamponi, 1.400 in fila per ore Scoperti 36 positivi senza sintomi

9 Gennaio 2022

Code al Pomilio e al di Savoia per i test, oggi si replica. In prima linea anche il sindaco Ferrara Mobilitati i consiglieri e le associazioni di volontariato: «Un sacrificio per garantire la sicurezza»

CHIETI. Ordinatamente in fila, anche per ore, per fare i tamponi rapidi antigenici. In tanti hanno deciso di sottoporsi ieri alla prima giornata di screening gratuito riservato al mondo della scuola organizzato dal Comune in collaborazione con Asl, Regione e struttura commissariale del generale Figliuolo. Due le sedi dello screening: la palestra dell’istituto Luigi di Savoia, in via D’Aragona, per Chieti alta, e l’aula magna dell’istituto professionale Pomilio, sulla Colonnetta, per Chieti Scalo. L’attività si è svolta per tutta la giornata di ieri, ininterrottamente dalle 8 alle 20. Si riprende oggi, negli stessi luoghi e con gli stessi orari. L’accesso è gratuito e volontario ed è destinato al mondo della scuola, studenti e personale scolastico, con l’esclusione dei nidi e delle scuole d’infanzia.
OLTRE 1.400 TAMPONI La prima giornata ha fatto registrare un totale di oltre 1.400 test effettuati. Sono stati trovati 36 positivi che non immaginavano assolutamente di esserlo: 28 nella sede dell’istituto Luigi di Savoia e 8 in quella dell’istituto Pomilio. Tutte e due le scuole sono state messe a disposizione dalla preside Anna Maria Giusti, che le dirige entrambe. La partecipazione è stata buona ma non altissima. Il sindaco Diego Ferrara, sceso anche lui in prima linea a fare i tamponi, ha reiterato l’appello a cogliere l’occasione per poter fare un test gratuito e tornare in classe in maniera più sicura.
ORE DI ATTESA Nei momenti di maggior affollamento si sono registrate anche tre ore di fila. Ma i genitori che ieri mattina erano al Pomilio in attesa di sottoporre i figli al tampone, nonostante le rigide temperature della giornata di ieri, hanno aspettato senza lamentarsi. «È un sacrificio che si fa di fronte a un’emergenza come questa», ha detto Stefania Di Domizio, «speriamo in una grande adesione, altrimenti è tutto inutile. Io avrei reso lo screening obbligatorio». Qualche altra mamma si lamentava per il freddo: «Se non ci becchiamo il Covid, ci prenderemo sicuramente un raffreddore», ha detto, aggiungendo che comunque ne valeva la pena. Sulla stessa linea Paolo Santarelli, papà di uno studente della terza media del Vico: «Abbiamo fatto due ore di fila ma credo ne sia valsa la pena, perché è importante alla vigilia della riapertura della scuola avere una fotografia, il più possibile esatta, della situazione. Soprattutto, visto quanto sta succedendo». Qualche lamentela è spuntata però su Facebook: qualcuno ha affidato alla tastiera l’insoddisfazione per come è stato organizzato lo screening, parlando di troppe ore di fila, poco personale a fare i tamponi e sedi non idonee. Nel pomeriggio le postazioni per fare i tamponi sono tate aumentate e da due sono diventate tre.
VOLONTARI L’amministrazione comunale ha contribuito con le proprie forze, a cominciare dal sindaco-medico Ferrara, ad affiancare il personale della struttura commissariale fatto di carabinieri ed esercito. Oltre a Ferrara si sono messi a disposizione quattro consiglieri comunali di maggioranza e uno di opposizione: Paride Paci e Barbara Di Roberto del Pd, Luca Amicone capogruppo M5S, Alberta Giannini capogruppo della Sinistra e Carla Di Biase capogruppo di FdI. L’amministrazione ha potuto contare anche sui vigili urbani e il personale della Protezione civile. Erano presenti, in particolare, le associazioni Teate Soccorso, Carabinieri e Valtrigno. Reclutati, infine, anche otto semplici cittadini volontari: Roberto Sablone, Francesco Abascià, Gaspare Caramanico, Antonio La Corte, Guerriero Bucci, Massimo Minniti, Maurizio Abascià e Stefano Sablone. In prima linea c’erano anche i due assessori che hanno coordinato l’iniziativa: l’assessore alla sanità Fabio Stella e quello alla pubblica istruzione Teresa Giammarino.
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