Tamponi anti-Covid alla Fiera, Taglieri (M5S): troppe criticità
Personale costretto a lavorare all’esterno e senza protezione dalle intemperie, servizi igienici in condizioni inaccettabili, pagamenti al personale che latitano da mesi: queste le condizioni del...
Personale costretto a lavorare all’esterno e senza protezione dalle intemperie, servizi igienici in condizioni inaccettabili, pagamenti al personale che latitano da mesi: queste le condizioni del drive-in per i tamponi molecolari nell’area Fiera. La denuncia è del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri dopo una visita ispettiva: «Ho toccato con mano tutta l’incapacità della Asl di organizzare un servizio essenziale per i cittadini non solo lancianesi», dice Taglieri.
«Nella postazione drive-in i servizi igienici del personale e degli utenti sono quasi inutilizzabili: sporchi, con le porte che si chiudono con dei bancali e con lavandini indecenti in cui gli operatori devono igienizzarsi costantemente le mani», aggiunge il consigliere regionale proseguendo nella sua denuncia dopo aver verificato la situazione nella postazione drive in.
«Non solo, gli operatori sono anche costretti a fare l’accettazione all’esterno, in mezzo alle intemperie e senza alcun tipo di copertura - una carenza già segnalata l’anno scorso - e non hanno nemmeno certezze sui pagamenti. Infatti le retribuzioni per i servizi al drive-in sono ferme da giugno. Una situazione nota», conclude il consigliere pentastellato, «all’interno della Asl dove il personale non si vede riconosciuti i pagamenti per le vaccinazioni addirittura da marzo». (t.d.r.)
«Nella postazione drive-in i servizi igienici del personale e degli utenti sono quasi inutilizzabili: sporchi, con le porte che si chiudono con dei bancali e con lavandini indecenti in cui gli operatori devono igienizzarsi costantemente le mani», aggiunge il consigliere regionale proseguendo nella sua denuncia dopo aver verificato la situazione nella postazione drive in.
«Non solo, gli operatori sono anche costretti a fare l’accettazione all’esterno, in mezzo alle intemperie e senza alcun tipo di copertura - una carenza già segnalata l’anno scorso - e non hanno nemmeno certezze sui pagamenti. Infatti le retribuzioni per i servizi al drive-in sono ferme da giugno. Una situazione nota», conclude il consigliere pentastellato, «all’interno della Asl dove il personale non si vede riconosciuti i pagamenti per le vaccinazioni addirittura da marzo». (t.d.r.)

